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L´œil qui pense. Quaderni sulla città

L´œil qui pense. Quaderni sulla città

Il nuovo periodico di Urban Center, che deve il titolo al libro di Françoise Vergneault-Belmont L´œil qui pense. Méthodes graphiques pour la recherche en sciences de l´homme (Paris 1998) è un esperimento, che guarda alla città attraverso la lente dei luoghi, dei progetti, della morfologia urbana, di come lo spazio è vissuto, rappresentato e raccontato dai suoi protagonisti.

Torino, fuori dalla camicia di forza della città industriale ma ancora nel pieno di un profondo processo di cambiamento e non del tutto in grado di dar voce a nuovi protagonismi sociali superando disagi ed emarginazione. Una città si rinnova davvero se la sua classe dirigente riesce a mettersi a disposizione, a rischiare, a uscire costantemente dai quadri mentali precedenti. Senza dibattito pubblico, aperto e inclusivo, si rischia di restituire immagini della città che non si incontrano e si resta nel solco di letture autoreferenziali: tecniche, specialistiche, politiche, generazionali, culturali, sociali. Senza negare conflitti e contraddizioni occorre però produrre un intreccio tra visioni e rappresentazioni.

Un bimestrale che nasce per diventare un nuovo veicolo di discussione sulla città e la sua trasformazione, fornendo un´alternativa a forme di comunicazione spesso logore o comunque condizionate. Un obiettivo senz´altro ambizioso che Urban Center Metropolitano cerca però di perseguire attraverso un approccio mite e incrementale, quello di una rivista on-line, una sorta di quaderno, una newsletter scaricabile dal sito, che nella sede di piazza Palazzo di Città sarà naturalmente possibile avere anche su carta.
Il primo numero è dedicato alla città metropolitana, con contributi, tra gli altri, di Cristiano Antonelli, Gianfranco Presutti e Antonio De Rossi

(pubblicato il 19 dicembre 2012)


19/12/2012
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