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Milano, “Infrastrutture del futuro: Priorità, tecnologie, norme e finanziamenti”

Milano, “Infrastrutture del futuro: Priorità, tecnologie, norme e finanziamenti”

Lo scorso 3 dicembre 2013 si è tenuto a Milano il convegno: “Infrastrutture del futuro: Priorità, tecnologie, norme e finanziamenti” durante il quale sono stati presentati i risultati dell’Osservatorio “I Costi del Non Fare” (www.costidelnonfare.it), diretto dal Prof. Adoni dell’Università Bocconi, giunto alla ottava edizione.
Lo Studio monitora le realizzazioni infrastrutturali prioritarie per lo sviluppo del Paese e analizza le più importanti questioni a ciò correlate. Riportiamo a seguire il comunicato stampa degli organizzatori.
Dopo i saluti iniziali del Prof. Andrea Gilardoni (Presidente dell’Osservatorio), il dott. Stefano Clerici, (Condirettore), ha riassunto gli aspetti fondamentali dello Studio: “Lo Studio 2013 dell’Osservatorio affronta quest’anno diversi temi: lo sviluppo delle opere nel biennio 2012-2013, i CNF delle reti a Banda Ultra Larga (BUL), le innovazioni tecnologiche al servizio delle infrastrutture, la protezione delle Infrastrutture Critiche (IC), le riforme normative necessarie al rilancio delle realizzazioni”. Dalle molteplici articolazioni del lavoro emergono alcuni messaggi chiave. “Prima di tutto – ricorda Gilardoni - non sono state superate le evidenti difficoltà nella realizzazione delle opere, ancora oggi riconducibili a diversi motivi storici: criticità normative e autorizzative, difficoltà finanziarie, incapacità programmatorie, opposizioni sociali e altre. Tuttavia, il Paese ha ancora un forte fabbisogno infrastrutturale, ma sempre meno di quantità e sempre più di qualità; si pensi ad esempiopio alla razionalizzazione delle reti elettriche e di trasporto, all’innovazione tecnologica nel governo delle reti, alle Smart City”.
I benefici, dunque, non deriveranno solo dalle grandi infrastrutture ma anche, e forse soprattutto,dai progressi tecnologici e dal miglior utilizzo e protezione/conservazione dell’esistente.Stefano Clerici ha poi illustrato i risultati dello Studio 2013. “Il Non Fare in Italia, nel biennio 2012-2013, è costato 82 miliardi di €. Alcuni settori si sono mossi più di altri, ma l’inerzia riscontrata in particolar modo nei settori ambientali e della logistica, ha condizionato il risultato finale. L’inerzia ci potrà costare oltre 760 miliardi di € dal 2014 al 2027. Occorrono dunque efficaci azioni - come, ad esempio, la selezione delle priorità realizzative attraverso la Cost Benefit Analysis, la progettazione sobria delle opere - per un rilancio significativo dello sviluppo infrastrutturale del Paese e per creare le condizioni ideali per gli investimenti di soggetti privati”.
Nel corso del dibattito sono emersi numerosi spunti interessanti per lo sviluppo delle infrastrutture del futuro. Dalla prima tavola rotonda della mattina “Innovazione e Smart City” emergono i seguenti messaggi
chiave:
• Gli investimenti in innovazione tecnologica generano benefici in termini di qualità del servizio, abilitano nuovi servizi per i cittadini e aumentano la comunicazione con il cliente;
• Si assiste a fenomeni di convergenza e sinergia tra infrastrutture. Esse dunque devono essere sempre più in grado di dialogare tra loro;
• Nella fase attuale gli operatori stanno sperimentando, nel campo dell’energia, dell’idrico e dei trasporti, progetti pilota finalizzati a dimostrare la validità e i ritorni economici degli investimenti tecnologici.
• Messa in sicurezza e modernizzazione delle infrastrutture critiche, cioè delle infrastrutture fondamentali per l’erogazione dei servizi essenziali del Paese;
• La protezione delle infrastrutture critiche è una necessità non dilazionabile ma anche una opportunità di erogare nuovi servizi e rilanciare la crescita del Paese.
• Le smart city sono la nuova frontiera delle infrastrutture critiche.
Dalla tavola rotonda “Investimenti e regolazione”, ciò che emerge è che il sistema di regolazione deve essere in grado di premiare l’innovazione e favorire la competitività, il ruolo dei regolatori deve essere quello di incentivare l’adozione di tecnologie innovative, la regolazione non può prescindere dalla sostenibilità finanziaria. Servono inoltre regole stabili per ridurre i rischi finanziari per gli investitori e il regolatore deve coniugare la certezza delle regole con la capacità di seguire il cambiamento.
Deve essere, quindi, in grado di fornire un set di criteri regolatori prevedibili e non stabili. Bisogna fare infrastrutture ma a patto che servano per l’utilità generale.
Dalla tavola rotonda del pomeriggio “Modelli e strategie per lo sviluppo infrastrutturale. Come attrarre i capitali?” sono stati evidenziati i seguenti punti:
• Le disponibilità finanziarie pubbliche saranno minori negli anni a venire, anche a causa del Patto di Stabilità, comportando la necessità di ampliare la platea di investitori privati (assicurazioni, fondi pensioni, ecc.) e incrementare l’utilizzo del PPP;
• In Italia, le assicurazioni non sono dotate ancora di competenze e strutture adeguate per investire nelle infrastrutture, a differenza di quelli internazionali;
Per approfondimenti http://www.costidelnonfare.it/evento/03-12-2013.html

(pubblicata il 12 dicembre 2013)



13/12/2013
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