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Osservatorio Superbonus. Come sta procedendo?

Osservatorio Superbonus. Come sta procedendo?

In occasione dell'evento sul Superbonus abbiamo deciso di approfondire l'argomento attraverso le voci dei nostri soci e dei tecnici che spesso collaborano con noi. 

Iniziamo leggendo le analisi dell'Osservatorio Super Bonus realizzato da Smart Land in collaborazione con noi di Audis.

Abbiamo posto delle domande a Federico della Puppa per avere una sintesi di quella che è la situazione dei contributi e dell'impatto economico e sociale del Super Bonus sulle città e sulle famiglie. 

 

Ci può descrivere i risultati aggiornati che emergono dai vostri studi?

Al 30 aprile 2022 sono 155.539 le asseverazioni prodotte con il superbonus del 110% per un totale di 27,4 miliardi di euro di investimenti attivati, in aumento di 3,2 miliardi rispetto alla fine di marzo, dei quali 19,2 relativi a lavori già realizzati (2,2 miliardi in più rispetto a fine marzo). Rispetto alla rilevazione del mese precedente la crescita del numero di asseverazioni è del +11.9% (era stata del 13,4% il mese precedente), dunque in leggero rallentamento, dovuto molto probabilmente all’impatto dei provvedimenti governativi e alle attese relative ai nuovi decreti, come quello relativo ai contratti di lavoro obbligatori per lavori superiori ai 70 mila euroi. In ogni caso nel mese di aprile si è registrato un incremento del +13,3% degli investimenti (era stato il +14,6% il mese precedente) e del +13,0% della spesa effettivamente realizzata (era stata +14,9% il mese precedente), dunque comunque, nonostante i tentativi del Governo di rallentare la corsa e i vari paletti (30 modifiche legislative in meno di 2 anni sono decisamente troppe per il settore dell’edilizia, che ha necessità di regole certe per periodi prolungati, date le modalità operative per progettare i lavori, autorizzarli e poi realizzarli). L’osservazione dei dati comunque indica una media mensile di crescita degli investimenti pari a circa 3 miliardi al mese. Significativi sono i dati di intervento sui condomini, poco più di 24 mila, che tuttavia sommano 13,4 miliardi di investimenti e 8,7 miliardi di spesa già realizzata, dunque quasi la metà della spesa. In ogni caso gli edifici unifamiliari rimangono il principale mercato per le asseverazioni, pari al 52,7% del totale degli interventi ma con il 33,5% degli investimenti, mentre le unità immobiliari funzionalmente indipendenti rappresentano il 31,7% delle asseverazioni e il 17,5% degli investimenti.

Dal punto di vista complessivo la regione con la spesa media più elevata per famiglia (un indicatore della propensione alla spesa) è la Basilicata con 1.775 euro, seguita da Abruzzo e Trentino Alto Adige, rispettivamente con 1.668 e 1.513 euro per famiglia. Nell’ambito degli interventi condominiali la spesa media più elevata per intervento rimane quella della Sardegna, con 835 mila euro. Per gli edifici unifamiliari la spesa media più elevata è quella del Molise, con 123 mila euro per singola unità unifamiliare, mentre nelle unità immobiliari funzionalmente indipendenti la spesa media più elevata è quella di Basilicata e Sardegna, con 111 mila euro per unità immobiliare.

 

Puoi descrivere approccio e metodologia con cui state organizzando i dati?

La metodologia che abbiamo seguito, per attivare l’Osservatorio superbonuns Smart Land - Audis (www.osservatoriosuperbonus.it) è quella di raccogliere e riclassificare i dati pubblicati ogni mese dall’ENEA, in modo da costruire un sistema di lettura che superi il singolo dato statistico e lo metta in relazione con indicatori di utilizzazione e uso, pensati per illustrare in modo approfondito e dinamico i dati che ENEA e MiTE pubblicano tutti i mesi. L’osservatorio propone, oltre ai dati regionali relativi al numero di asseverazioni e al valore degli investimenti totali e di quelli effettivamente realizzati alle diverse date, alcuni indicatori di intensità d’uso, utili a individuare le “velocità” con le quali i diversi territori regionali utilizzano lo strumento in rapporto alle diverse tipologie di intervento, oltre a indicatori medi di spesa per titpologia di intervento e per regione.

Dal punto di vista della consultazione, abbiamo costruito alcune dashboard articolate in tematiche informative che permettono l’interrogazione diretta da parte dell’utente, selezionando in appositi box gli indicatori tematici o territoriali di proprio interesse. In questo modo l’osservatorio permette una ricerca autonoma dei dati sulla base di mappe e dati regionali. L’osservatorio è una attività promossa da Smart Land nell’ambito delle proprie analisi strategiche, al fine di meglio interpretare l’uso dello strumento, alla luce di indicatori territoriali che consentono di misurare l’efficiacia del superbonus, ed è realizzato in collaborazione con Audis ed è totalmente gratuito e user friendly, perché lo scopo è informare e rendere le informazioni disponibili a tutti. Dal punto di vista meramente tecnico il gruppo di lavoro che ha sviluppato questo osservatorio è composto, oltre che dal sottoscritto, dalla dott.ssa Fiorella Angeli che si occupa della predisposizione del database e di tutte le elaborazioni su piattaforma software Tableau per la pubblicazione web delle mappe e dei dati.

 

Che osservazioni rilevanti ritieni di condividere con AUDIS alla luce delle tesi sviluppate dalla nostra associazione sul tema? 

Il superbonus 110% è evidentemente una misura dirompente che, come i numeri testimoniano, sta avendo un successo ben oltre le aspettative dei legislatori, al punto che alcune impatti finanziari stanno preoccupando il Governo che, da questo punto di vista, sta mettendo ogni mese ulteriori paletti al suo uso. Al di là delle considerazione politiche su questo tipo di incentivo, assolutamente straordinario e destinato a rappresentare un momento di svolta nella considerazione degli incentivi fiscali per la riqualificazione del patrimonio edilizio, c’è da dire che lo strumento presenta per la prima volta una distribuzione nazionale dell’utilizzo molto meno concentrata nelle regioni più ricche del Nord e molto più diversificata, con alcune regioni del Sud che presentano ottimi indici di utilizzo, segno che in queste regioni, anche a causa della vetustà del patrimonio, si sta finalmente intervenendo in modo concreto sulla riqualificazione edilizia ed energetica. Una delle critiche, errate, che è stata fatta in questi mesi è che lo strumento ha dato il via a molte frodi. I dati evidenziano invece che proprio il sistema burocratico, inizialmente ritenuto troppo farraginoso dal mercato, ha di fatto ridotto al minimo le frodi fiscali sul superbonus, mentre l’allargamento della cessione del credito e dello sconto in fattura a tutti gli altri bonus, che non godevano di tetti di spesa e vincoli prestazionali specifici (come il bonus facciate), di fatto ha aperto la strada alle vere e proprie frodi, che con il superbonus non c’entrano nulla. La questione a mio avviso più rilevante è che se vengono date regole e tempi certi il mercato risponde in modo positivo, ma se queste regole vengono modificate in corsa il rischio è frenare l’uso degli incentivi, che rimangono l’unica strada pèraticabile per una riconversione energetica e una messa in sicurezza antisismica del nostro territorio. 

Il punto chiave, per me, rimane il fatto che in Italia prima di far uscire una norma non si fanno studi di fattibilità approfonditi, sentendo le parti coinvolte, con il risultato che l’impatto di una norma si porta dietro conseguenze in altri ambiti che analisi più approfondite potrebbero facilmente evidenziare. È un nostro limite culturale, basato sul fatto che siamo bravissimi nella legislazione di emergenza, ma che spesso è orientata a singoli obiettivi, perdendo il quadro generale. Il superbonus è stato venduto come il sistema per ristrutturare casa propria gratuitamente, e a spese dello Stato, mentre la realtà dei fatti è ben diversa. Ma da questa lezione, appena il superbonus si esaurirà e ritornerà a percentuali più corrette e sostenibili, possiamo imparare che se vogliamo riqualificare il territorio e le nostre città dobbiamo uscire da una logica del singolo edificio e ragionare in termini più ampi, a scala urbana ad esempio. Infine, è di tutta evidenza che senza incentivi è impossibile mettere mano al nostro patrimonio immobiliare energivoro e a rischio sismico e dunque, per il futuro, andranno studiate percentuali di detrazione invitanti ma compatibili con una politica che deve vedere crescere il rapporto pubblico-privato e non solo il pubblico come unico promotore, perché il superbonus in sostanza è questo che ha fatto: siccome tu privato e soprattutto tu condominio non intervenite, allora io Stato vi tolgo tutte le scuse e vi dico che i lavori li pago io. È una strategia paternalista e di scarsa prospettiva, mentre un sostegno concreto ma più sostenibile e soprattutto duraturo sarebbe un modo per dare solidità ad una politica di recupero che è necessaria, urgente e soprattutto utile, dal punto di vista del futuro risparmio energetico e della riduzione del rischio sismico negli edifici.


25/05/2022
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