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“La città del futuro? Quella che apprende”. Il resoconto dei primi due incontri

“La città del futuro? Quella che apprende”. Il resoconto dei primi due incontri

Il 24 e il 28 maggio scorsi hanno avuto luogo i primi due talk del ciclo di incontri “La città del futuro? Quella che apprende”. La riflessione si è concentrata sul processo di profondo ripensamento delle città e dello spazio pubblico fortemente accelerato dalla pandemia.

Il primo incontro, dal titolo “lo spazio pubblico come infrastruttura di salute pubblica”, ha posto l’attenzione sul valore dei servizi ecosistemici all’interno della città, declinando il tema attraverso le lenti dei quattro relatori. 

Fabio Salbitano, professore dell’Università di Firenze, dopo un’accurata ricognizione su cosa siano i servizi ecosistemici, pone delle sfide sul loro riconoscimento, ponendo l’accento sui benefici collettivi che apportano e sull’importanza di educare ed educarci a questi servizi al fine di renderli valore. 

Michela Tiboni, Assessora all’Urbanistica e Pianificazione per lo Sviluppo Sostenibile del Comune di Brescia, nel racconto dell’esperienza del progetto “Un filo naturale”, evidenzia l’importanza di un team multidisciplinare, capace di avere una visione fuori dall’ordinario rispetto al processo pianificatorio ordinario. 

Alice Franchina, KCity, declina i servizi ecosistemici in un’ottica socio-culturale: partendo dalle domande “come si fa a catturare il valore sociale e culturale dei servizi ecosistemici?” e “come possono le analisi sui sistemi ecosistemici socio-culturali divenire uno strumento progettuale?”,  apporta una riflessione sulla valutazione d’impatto applicata al caso studio della piazza verde a Novara nel quartiere di Sant’Andrea. 

Alberto Sasso, architetto e presidente EUR spa, volge lo sguardo sul tema dell’attribuzione del valore economico ai servizi ecosistemici, illustrando il metodo progettuale applicato al patrimonio vegetale e botanico dell’EUR capace di coniugare il valore economico con il valore sociale ed ambientale che da un’infrastruttura verde può essere generato.

Il secondo incontro del 28 maggio, dal titolo “Smartworking, nearworking, southworking - strategie territoriali per un nuovo metabolismo umano e urbano” ha spostato il focus su quali siano gli impatti del lavoro da remoto sulle città, sia in termini di opportunità, sia di crisi. 

Andrea Rapisardi ha parlato di coworking e della crisi che gli spazi di lavoro condiviso, diventati sinonimo di assembramento, hanno vissuto in questo anno pandemico. La crisi del contatto fisico, dell’immobiliare, dei servizi, ha portato Impact Hub a rafforzare la rete di sedi già esistenti, portandole a ragionare come un gruppo coeso a livello nazionale.

Cristina Tajani, Assessora alle Politiche del lavoro, Attività produttive, Commercio e Risorse umane del Comune di Milano, ha letto il fenomeno dello smartworking come possibilità per ripensare ai tempi della città post-pandemica. Ha raccontato la proposta dell’amministrazione di mantenere le modalità di lavoro agile in ottica di conciliazione tra ritmi di vita e di lavoro.

Emanuela Curtoni ha riportato le riflessioni di Assolombarda sull’impatto dello smartworking sulle imprese e sulla possibile permanenza del fenomeno oltre la pandemia. É emersa la consapevolezza di dover ripensare al significato dello spazio di lavoro, ma prendendolo in considerazione come aspetto ancora essenziale dell’organizzazione aziendale.

Emma Taveri, Assessora al Turismo, Marketing Territoriale e Creatività del Comune di Brindisi, ha raccontato dello smartworking come input di una strategia per rendere la città attrattiva per singoli lavoratori e potenzialmente per la de-localizzazione di imprese al Sud, andando oltre al marketing territoriale e creando un reale percorso di sviluppo della città

Gli incontri hanno evidenziato che la pandemia ha accelerato ed esacerbato problematiche e tensioni individuali e sociali che già esistevano e che sono solo diventate più estreme. Alcuni territori possono avere nuova vita, si devono riorganizzare negli spazi e nei servizi offerti, ma tutti sono accomunati da trasformazioni sistemiche che cambiano il significato dato allo spazio.

Marika Moscatelli e Gaia Volpe

Guarda le registrazioni dei due incontri sul canale Youtube di AUDIS


27/05/2021 audis webinar
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