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Consolidamento e innovazione. AUDIS nel 2020

Consolidamento e innovazione. AUDIS nel 2020

Come sempre si arriva con il fiato un po’ corto a fine anno. Ci sono molte cose da chiudere perché fine anno è anche una sorta di soglia psicologica. Si vuole chiudere per abbandonare le partite poco soddisfacenti e, al contrario, si vogliono chiudere gli accordi connessi alle novità più stimolanti per renderle operative alla ripartenza.

In AUDIS per fortuna abbiamo poche cose sgradevoli da chiudere (a parte i conti, che per un’Associazione indipendente sono sempre una sfida). Registriamo infatti elementi positivi sia sul terreno del consolidamento delle strategie delineate col brain storming dell’assemblea del 2018 a Bologna, sia sul piano dell’innovazione per un nuovo corso dell’Associazione che sta via via prendendo corpo.

Si rafforza infatti lo storico ruolo di think tank riconosciuto all’Associazione. Ne è una chiara testimonianza ad esempio il convegno del mese di luglio a Milano sulle bonifiche con Regione Lombardia e il ricco coinvolgimento di istituzioni ed esperti, non solo per la prestigiosa passerella finale ma, più ancora, per il fattivo impegno dimostrato da tutti nei workshop preparatori. Eh sì, perché la qualità delle proposte viene da qui. Da un serio lavoro di approfondimento preparatorio. Unico modo per evitare slogan superficiali e improvvisazioni su materie che sono di enorme complessità.

Stiamo ora programmando una serie di follow up in giro per l’Italia in modo che le nostre proposte possano confrontarsi con la vastissima gamma di problematiche connesse al tema cruciale delle bonifiche ambientali per il recupero il riuso e la rifunzionalizzazione delle aree dismesse nel Paese.
Ma lo testimoniano anche le numerose richieste di collaborazione provenienti da tutta Italia che ci chiedono di accompagnare e validare i loro approcci.

Anche l’attività formativa proposta da AUDIS ci sta dando grandi soddisfazioni. Da un lato abbiamo consolidato la formula, ideata e gestita dall’Associazione, dei laboratori intensivi in cui si sperimentano nuove iniziative legislative e nuove forme di alleanze tra sistema pubblico e privato, dall’altro diamo il nostro contributo nell’ideazione e realizzazione di percorsi formativi gestiti da altri soggetti.

Ma anche sul piano dell’innovazione ci sono delle novità sulle quali stiamo lavorando che presto saranno ufficializzate. Nuovi progetti che permetteranno di fare rete tra i soci e muovere leve di sistema per la rigenerazione urbana.
Nel mio precedente intervento ho parlato di una possibile strategia per affrontare i PUMS. Certo che (come il tema delle bonifiche) ha la necessità di essere approfondita tecnicamente. Ma vi sono anche altri terreni su cui con un debito sforzo di elaborazione tecnica si possono ottenere risultati di sistema.

Uno di questi è certamente connesso ad una riflessione sull’utilizzo delle ingenti risorse che si rendono disponibili attraverso l’utilizzo degli incentivi fiscali per le riqualificazioni energetiche e sismiche, soprattutto in virtù del meccanismo della cessione del credito d’imposta.
Una prospettiva che non solo libera risorse economiche, ma che consegna un ruolo decisivo a soggetti nuovi che con questo mondo non hanno mai avuto a che fare. Soggetti che avranno bisogno di noi, delle nostre competenze sia come associazione che come singoli portatori di conoscenza applicata al proprio specifico professionale.

Ecco perché anche in questa direzione abbiamo deciso di muoverci con un progetto importante di cui presto saprete.
Abbiamo in programma di misurarci sistematicamente con l’evoluzione normativa sia nazionale che regionale preparandoci ad influenzarla più direttamente fin dalla fase di elaborazione, invece che limitarci a commentarla a posteriori.

Dopo il lavoro di sperimentazione fatto con la Regione Emilia Romagna attraverso la formazione attiva promosso in collaborazione con Legacoop Emilia Romagna, anche in Regione Lombardia che ha appena varato una legge specifica sulla rigenerazione urbana si è aperto un confronto sul tema che potrebbe portare ad interessanti sviluppi.

Il livello nazionale continua invece ad essere sordo. Il governo prende le sue decisioni riproponendo ottusamente la logica del bando, con risorse che assomigliano sempre più ai carri armati di Mussolini e meccanismi attuativi vecchi e inefficaci. Il parlamento continua a generare proposte di legge di diversa ispirazione (ambientale, economica, agricola, urbanistica) ripetendo stancamente il rito delle audizioni ma è incapace di incardinare un dibattito all’altezza delle sfide che abbiamo di fronte.

Da questo punto di vista una piccola osservazione di carattere generale la voglio fare. Il “pensiero”, non solo quello accademico, in tema di rigenerazione urbana progredisce ed evolve in modo lineare. Il mercato reagisce invece a strattoni e, spesso, in modo imprevedibile e irrazionale. Non a caso a tutti sarà capitato di osservare come nei convegni si sia quasi sempre tutti d’accordo ma che poi, alla prova dei fatti, di questa convergenza resti poco o nulla.
Ecco, tentare di ricomporre la frattura tra chi pensa e chi invece fa, sento che sia la missione più importante che dobbiamo intestarci come associazione.

Con l’auspicio di riuscirci o, almeno, di essere un punto di riferimento per tutti coloro che abbiano questo obiettivo, voglio ringraziare Marina e Paola per la qualità dei loro apporti e l’incredibile dedizione di entrambe alla causa, l'ufficio stampa, tutti i colleghi del direttivo con cui condivido questa stagione di rinnovata vitalità progettuale e, naturalmente, tutti i soci vecchi e nuovi ai quali auguro che le loro aspettative nell’associazione siano soddisfatte e promettendo loro tutto il mio impegno affinché ciò avvenga.

Buon 2020 a tutti.


18/12/2019 audis editoriale
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