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La rigenerazione urbana in Europa. Dalle aree dismesse a nuovi spazi di vita e di lavoro

La rigenerazione urbana in Europa. Dalle aree dismesse a nuovi spazi di vita e di lavoro

Trovare contesti e cornici fertili per attivare processi ambizioni di rigenerazione urbana può risultare particolarmente arduo in un paese come il nostro, che non dispone di una tradizione consolidata in questo senso, né di una cultura condivisa e diffusa, né di esperienze di successo cui fare riferimento. È una simile consapevolezza che ha spinto il Comune di Merano ad attivare un percorso volto a fondare un punto di partenza solido e ampio, come primo passo per poter affrontare il tema della rigenerazione del patrimonio di aree militari dismesse che si addensano in questo quadrante d’Italia, con particolare riferimento al caso specifico della ex caserma Rossi.

Le modalità con cui è stato declinato questo percorso parlano della volontà, da parte dell’Amministrazione, di avvalersi di una rete di soggetti con un’elevata competenza (quali EURAC  Research, ISOCARP  Institute, AUDIS, Politecnico di Torino / DAD), al fine di costruire, insieme con la comunità locale, un quadro di riferimento condiviso e solido in cui situare la maturazione della strada da intraprendere per dare un nuovo futuro urbano a quest’area strategica per la città.

A questo scopo, si è rivelato cruciale il desiderio dell’Amministrazione di approvvigionarsi anche a esperienze di rigenerazione di altri paesi Europei più avanzati del nostro in questo campo, come risorsa per fertilizzare le prime riflessioni, e per chiarire alcuni elementi critici che possono fare la differenza in una fase iniziale d’impostazione del processo.

Questa è la cornice nella quale si colloca la produzione, da parte di AUDIS, del presente Report; che abbiamo deciso di rendere pubblico, in una versione ulteriormente arricchita e previo accordo con il Comune, che ne ha curato la prefazione, in una fase in cui l’emergenza COVID ha messo in pausa, da un lato, le azioni sul campo già avviate dal Comune: ma suggerisce, dall’altro, l’urgenza che iniziative come questa vengano portate alla conoscenza di un pubblico più ampio, per contribuire, seppure in minima parte, alle scelte di fondo che come paese saremo chiamati a prendere nel futuro immediato.

Nella costruzione del Report abbiamo attinto a esperienze, idee e spunti portati avanti negli ultimi anni con impegno scrupoloso, ritagliando in ogni contesto in cui ci siamo trovati a operare per conto di AUDIS, siano le aree del networking, della formazione o della ricerca, un’occasione di indagine autentica, un’opportunità per dare forma a una nuova tessera del mosaico della nostra innovazione, secondo uno spirito associativo legato all’idea di depositare ad ogni passo, per quanto piccolo fosse, un valore aggiunto da mettere a disposizione dei soci e della rete più vasta.

L’esito raggiunto dal gruppo di lavoro può quindi essere considerato come un punto d’arrivo di un lavoro sedimentato nel tempo da più mani; un’opera di sintesi, che ci ha portato a sviluppare una griglia di riferimento, finalizzata a facilitare l’analisi critica e comparata dei casi di studio selezionati, in modo da mettere in luce gli aspetti più significativi, spesso invisibili e imponderabili, di quel percorso così complesso che chiamiamo “processo” di rigenerazione urbana. Si tratta quindi di un tentativo, forse il primo nel suo genere, di schematizzare l’architettura complessiva di un processo di rigenerazione; con l’obiettivo non solo di comprenderne più a fondo le dinamiche e le articolazioni interne, ma anche di ispirare, ben lontano da ogni pretesa di determinismo, un pensiero progettante orientato a sostenere nuove imprese rigenerative radicate in situazioni e contesti specifici, e che per quanto tali, possono necessitare di strategie, cornici e risorse ancora inedite.

La griglia prodotta è stata validata dall’analisi stessa, che ha confermato la ricorrenza, nei casi presi in esame, di alcuni fattori discriminanti, per quanto quei casi provengano da diverse culture urbanistiche nazionali, e per così dire, da diversi modelli di rigenerazione; un punto a favore dell’idea che si possa comunque imparare, e tanto, da ciò che viene fatto altrove e con successo, senza alcuna pretesa di poterne trapiantare i modi in modo letterale.

Il risultato ottenuto da AUDIS con questo piccolo incarico è stato fortemente voluto dalla nostra Direttrice, Marina Dragotto; alla quale va il nostro più sentito ringraziamento, e la nostra gratitudine personale, per aver costruito il giusto spazio all’interno dell’associazione affinché questi pensieri lentamente maturassero, e trovassero una loro progressiva sintesi; e infine, per aver creduto e voluto coltivare questa opportunità di collaborazione, dedicandole energie e freschezza intellettuale in una fase tanto critica e difficile della sua vita, come quella che ha preceduto la sua prematura scomparsa.

Roberto Malvezzi, referente area ricerche


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