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Marina, la direttrice di AUDIS, non c'è più

Marina, la direttrice di AUDIS, non c'è più

È morta Marina.

Non è una notizia inaspettata. Marina stava male da molto, moltissimo tempo. E, nelle ultime settimane, si era irreversibilmente aggravata. Eppure non ha mai smesso di occuparsi della Associazione, e lo ha fatto incessantemente fino all’ultimo minuto. Solo ieri aveva fissato una riunione per mercoledì prossimo per affrontare insieme ad alcuni di noi una questione legata ai diritti di utilizzo dei materiali prodotti da AUDIS.

L’associazione per lei era tutto. Oltre gli affetti personali c’era solo AUDIS che lei ha incarnato per oltre vent’anni fino quasi ad esserne identificata.

Molti esponenti del mondo che gira intorno agli investimenti e alle trasformazioni urbane non si sono mai nemmeno chiesti chi fosse il presidente o il direttore. Si rivolgevano direttamente a lei. Perché lei era AUDIS.

Soffriva più per l’Associazione che per le sue pene fisiche che erano immense.

Da quando nel 2012, è diventata funzionaria del Comune di Venezia, socio fondatore di AUDIS, non potendo più occuparsene a tempo pieno, ha continuato a svolgere il ruolo di direttrice non solo senza compenso ma mettendoci le sue ferie, i suoi permessi oltre a tutto il suo tempo libero.

Allo stesso modo i suoi viaggi sono stati spesso e volentieri spesi per approfondire la sua già straordinaria conoscenza delle questioni urbane. L’ultimo di questi è diventato una gallery fotografica AUDIS: http://audis.it/sguardi-fotografici/passeggiate-urbane/

Ho conosciuto Marina circa 10 anni fa e quando, più o meno in questi giorni di 2 anni fa, ho ricevuto la sua telefonata in cui mi chiedeva se fossi stato disponibile a presiedere AUDIS mi è sembrata la testimonianza più autentica dell’apprezzamento del mio lavoro in un campo che ritenevo il suo. Per questo, anche se non eravamo sempre d’accordo, la sua approvazione per me è sempre stata molto importante.

La sua passione è stata la nostra fortuna perché tutto quello che lei ha studiato e imparato lo ha messo nell’associazione rendendolo patrimonio di tutti.

Per questo l’unica, ma davvero l’unica cosa che possiamo fare per onorarla è conservare e diffondere la conoscenza che lei ha contribuito a creare ma, soprattutto, rigenerare AUDIS affermando così, mutatis mutandis, gli stessi principi e metodologie da lei sostenuti in relazione alle città e ai territori e tornare a stare sulla frontiera dell’innovazione.

Chiunque desiderasse ricordare Marina con un pensiero scritto, può inviarlo a segreteria@audis.it, lo pubblicheremo sul nostro sito.

Forza!

Tommaso Dal Bosco


20/06/2020 audis marina dragotto
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