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Super bonus e rigenerazione di spicchi di città: un progetto di Classe A

Super bonus e rigenerazione di spicchi di città: un progetto di Classe A

Si chiama Bonus Casa, ma con un certo ingegno si deve leggere Bonus Città. I beneficiari diretti sono le Famiglie, i protagonisti reali potranno essere i Sindaci e le Imprese Responsabili.

Tra le opportunità più interessanti contenute nel Decreto Rilancio (art. 119) vi è senz'altro il superbonus del 110% per interventi di riqualificazione energetica e sismica del parco residenziale, con la possibilità di trasformare la detrazione fiscale in sconto in fattura e cessione del credito. Prescindendo dai tecnicismi e dagli aggiustamenti che arriveranno dalla decretazione attuativa, la misura rappresenta probabilmente una delle ultime grandi iniezioni di fiscalità pubblica ed è cor-responsabilità di tutti cogliere tutto il suo potenziale.

Abbiamo già imparato da alcune passate esperienze che l’incentivo fiscale “puntiforme” può addirittura accentuare le diseguaglianze e, in ogni caso, non garantisce spontaneamente il raggiungimento di obiettivi di sistema. Sarebbe solo un effetto doping per l’edilizia migliorare le “case per dormire” senza trasformare le “città per vivere”. Tale obiettivo di sistema, in un quadro di bilanci pubblici deteriorati, sarà raggiungibile se il superbonus del 110% verrà concepito come risorsa per azzerare l’esborso delle famiglie, nell’ambito di progettualità a più larga scala orientate a rigenerare “spicchi di città”.

Per questa ragione, AUDIS ha deciso di intraprendere il progetto “Rigenerazione di Classe A” insieme ai Comuni (Bologna, Ferrara e Prato) e alle Utilities su base nazionale (Eni con Eni Gas e Luce, Enel con Enel X, Snam con TEP Energy Solution) proprio per dare la soluzione tecnico-procedurale alla più grande operazione pubblico-privata sulla “città esistente” con l’utilizzo del superbonus, la garanzia della regia pubblica e l’impegno delle imprese a creare “valore condiviso”.

Il progetto muove i primi passi ancora prima dell’emergenza Covid-19, spinto dal forte intento di contribuire al passaggio da una visione di intervento di efficientamento di condominio ad una di quartiere. Questo, infatti, si rivela la determinante per poter ripensare ad un’idea di città dove, tramite la collaborazione del settore pubblico e privato, si possano effettivamente porre le basi per raggiungere l’obiettivo del Green Deal, oltre che attivare una serie di ricadute in ambito sociale, territoriale, industriale ed economico.

Ora, questa idea si riscopre con un potenziale ancora più rafforzato anche in termini di contributo al recupero economico, industriale e occupazionale del nostro Paese che ancora sta pagando gli effetti della crisi da Covid-19.

Per la concretizzazione dell’idea è risultato fondamentale il contributo dei diversi soggetti direttamente coinvolti nella fase di studio che hanno partecipato al percorso progettuale: tre utilities nazionali (Eni Gas e Luce S.p.A., Enel X e TEP Energy Solution), tre Comuni Pilota (Prato, Bologna e Ferrara) e la squadra di lavoro composta dai soci AUDIS, Studio legale Dentons, Euregio Plus Sgr e LAMA Development and Cooperation Agency, con il coordinamento di Nomisma

I soggetti coinvolti hanno partecipato attivamente fornendo contributi preziosi per la comprensione del contesto attuale. Il percorso progettuale, infatti, ha visto il diretto coinvolgimento dapprima delle utilities, per comprenderne i modelli di business, le opportunità di mercato, le tipologie di interventi proposti, il contatto con il cliente; successivamente dei Comuni, per comprenderne le strutture organizzative, le specificità territoriali e i fabbisogni in termini di riqualificazione.

Quanto emerso ha costituito le basi per lo sviluppo di tre casi studio specificamente concepiti per i Comuni pilota in funzione di contesti e obiettivi differenziati sui quali concentrare gli interventi di riqualificazione energetica e sismica: il recupero del patrimonio di case popolari per il Comune di Ferrara, l’incremento dell’accessibilità di edifici residenziali privati e di cooperative a proprietà indivisa per il Comune di Bologna e il potenziamento della sostenibilità ambientale nel quadro del progetto europeo Urban Jungle per il Comune di Prato.

Il primo risultato del lavoro è una proposta di un “Accordo Urbanistico” che, tramite la collaborazione tra i Comuni e Players, unisce le leve di regia pubblica e competenza tecnica dei player per realizzare interventi su larga scala che apportino un surplus rispetto ad interventi di tipo micro (edifici) e massimizza la possibilità di utilizzare le risorse pubbliche sia a favore dell’intervento privato (così come previsto dagli incentivi), sia a vantaggio di micro opere di rigenerazione di quartiere in termini di spazi pubblici, aree verdi e miglioramento dell’accessibilità.

I prossimi passi mirano a lavorare concretamente per l’applicazione concreta, nei Comuni pilota, del progetto in partenariato pubblico-privato nell’ambito di uno strumento urbanistico di città. Un tentativo per non limitarsi a resistere o semplicemente ripartire, ma per iniziare ad “essere trasformativi" e non tornare al “business as usual”.

Marco Marcatili e Sara Chinaglia (Nomisma)


30/07/2020 bonus casa nomisma
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