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Regione Emilia-Romagna. Al via il Bando Partecipazione 2018

Regione Emilia-Romagna. Al via il Bando Partecipazione 2018

Sono 112 i Comuni che hanno risposto al Bando lanciato lo scorso aprile dalla Regione Emilia Romagna come primo banco di prova della l.r. 24/2017 che ha inserito diversi elementi di incentivazione alla rigenerazione del territorio già costruito: contenimento del consumo di suolo, efficacia degli strumenti urbanistici, valorizzazione dell’approccio strategico per la qualità ecologica, ambientale, sociale e culturale, incentivi alla rigenerazione urbana, qualità del progetto attraverso concorsi di architettura e progettazione partecipata e accordi operativi, spinta alla legalità (informazione antimafia per accordi operativi e procedimenti unici).
 
Le risorse messe a disposizione dalla l.r. 24/2017 per finanziare strategie di rigenerazione urbana e sociale dei Comuni sono di 30 mln di euro dal Fondo Coesione e Sviluppo a cui si aggiungono 6,5 mln ex Cassa Depositi e Prestiti per il social housing. Inoltre la Regione destina 1,8 mln nel triennio 2018-2020 per finanziare la formazione dei nuovi strumenti urbanistici (bando scaduto il 15 ottobre scorso).
 
Il Bando per la rigenerazione urbana è stato accompagnato con cinque seminari organizzati dalla Regione con l’obiettivo di fornire strumenti e approfondimenti ai Comuni e ai professionisti invitati a rispondere. Al centro dei seminari il tema della qualità sotto il profilo ecologico/ambientale, urbanistico/architettonico, socio/economico/culturale. Gli elementi emersi, oltre alla partecipazione di oltre 500 persone tra tecnici comunali e professionisti, hanno riguardato anche la trasversalità delle politiche e la dimensione spaziale e temporale dei processi di rigenerazione; la sussidiarietà orizzontale nella gestione delle attività; il ruolo della comunicazione e della partecipazione; la formazione di nuove figure professionali; l’accountability dei processi.
I principali obiettivi perseguiti dalla Regione con questo Bando possono essere riassunti in tre elementi: promuovere la formazione di strategie integrate e complesse (processi, non solo progetti); valorizzare la dimensione complessiva e organica della rigenerazione (sotto i profili ecologico/ambientale, urbanistico/architettonica, economico/sociale/culturale); promuovere e supportare processi di condivisione e concertazione delle scelte, di qualità della fase progettuale, di gestione e monitoraggio nel tempo dei percorsi e di valutazione di impatti ed effetti.
 
Il processo di valutazione delle 112 proposte pervenute punterà a premiare prioritariamente la strategia e non i singoli interventi, attraverso cinque aree di peso:
- la qualità complessiva della strategia - 30 punti;
- la fattibilità di interventi e azioni - 30 punti;
- la coerenza e l’efficacia della strategia sotto il profilo ecologico/ambientale - 10 punti;
- la coerenza e l’efficacia della strategia sotto il profilo urbanistico/architettonico - 10 punti;
- la coerenza e l’efficacia della strategia sotto il profilo sociale/culturale/economico - 10 punti.
 
L’esame delle candidature pervenute è ancora in corso, ma i primi dati sono interessanti:
1) hanno aderito 112 Comuni, più di uno su tre, distribuiti in tutte le provincie e tra pianura, collina e montagna;
2) complessivamente le richieste ammontano a 88,4 mln di euro sul Fondo Sviluppo e Coesione, triplicando la somma disponibile, mentre si fermano a 11,4 mln per il social housing;
3) non sempre è stato richiesto il finanziamento massimo;
4) le 112 proposte sviluppano una notevole complessità di interventi o azioni complessive.
 
Con la l.r. 24/2017 possiamo quindi dire che l’urbanistica torna ad essere un luogo e un momento di sintesi?
Forse è presto per dirlo e certamente gli esiti della valutazione da parte della commissione giudicatrice di questo bando potranno darci ulteriori indicazioni, ma intanto gli elementi emersi in questi mesi sembrano indicare una maggiore consapevolezza intorno ad alcuni elementi tipici di un’urbanistica che punta a dare indirizzi e non solo norme:
- l’ineludibilità del confronto complesso, multidisciplinare e multiutente;
- la valorizzazione del rapporto tra processo, gestione e valutazione;
- la necessità di superare le consuetudini per perseguire la convenienza, prima di tutto sociale, dell’azione;
- il vantaggio di cominciare a rimodulare alcuni punti di vista sedimentati;
- la maturità di assumere la rigenerazione come mezzo per attivare processi che consentano di recuperare, riusare e rimettere in gioco porzioni di città e di territorio frenando l’inutile e dannoso consumo di suolo.
 

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