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[Scatti d’autore] Viaggio in Porto Vecchio, di Neva Gasparo

[Scatti d’autore] Viaggio in Porto Vecchio, di Neva Gasparo

AUDIS ripropone qui il lavoro che Neva Gasparo (Trieste, 1951-2020) ha dedicato al suo amato Porto Vecchio di Trieste, continuando a fotografarlo per oltre trent’anni.

Nel 2013 lo ha raccolto in un libro dal titolo “Senza far rumore. Viaggio in Porto Vecchio” (Udine, Lint editoriale) da cui riportiamo qui due brani tratti dai testi di presentazione.

Viaggio in Porto Vecchio, di Neva Gasparo

Senza far rumore
di Luca Colomban

(…) Il viaggio della fotografa Neva Gasparo in Porto Vecchio è iniziato un po’ per caso e con la preoccupazione di non essere d’intralcio a nessuno, in quel mondo di vagoni in lenta marcia, carichi sospesi, autotreni e gomene tese all’ormeggio. 
(…) Per Neva Gasparo, divenuta fotografa incidentalmente con il reportage sociale nell’ambito dell’esperienza triestina di Franco Basaglia, quella che era nata come un semplice passatempo diventa una necessità: documentare tutto ciò che dentro al Porto Vecchio esiste, succede, si trasforma e scompare – dai progetti d’archivio agli edifici prossimi alla demolizione fino all’esuberante flora spontanea che si impossessa dei ruderi – costruendo una documentazione imponente, su cui questo libro apre una piccola finestra.
Ma l’ostinazione della fotografa sta soprattutto nel rendere comprensibile ciò che ritrae, abbandonando ogni lirismo in nome di una fotografia schietta che se ne infischia di stili e dottrine fotografiche e ricorre ad ogni mezzo analogico e digitale per raccontare il Porto Vecchio a chi non ha voluto, o non ha potuto, mettere il naso oltre quelle vecchie recinzioni. Le sue foto fanno ampio uso dello sfondo cittadino per collocare l’oggetto in modo preciso rispetto al contesto urbano, si concedono prospettive molto aperte – spesso più generose di quanto l’occhio umano potrebbe abbracciare – per descrivere il complesso rapporto tra magazzini eterogenei e gli spazi scoperti di manovra, fanno ricorso ad un’infinità di formati diversi e agli spettacolari prospetti unitari degli hangar, per affidare ogni sensazione all’eloquenza del soggetto, distogliendo l’attenzione dalla mano  del fotografo.
Neva Gasparo prova a raccontarci questo lungo tragitto senza farsi notare, lasciando parlare gli oggetti, i luoghi e la storia che li attraversa, inseguendo a modo suo quell’utopia della “fotografia come ritratto oggettivo della realtà” che ha sedotto molti maestri del passato: eppure dietro ognuna delle inquadrature di questo libro si riconosce uno sguardo unitario, il senso e il rigore delle composizione uniti all’ironica  curiosità, la scontrosa grazia con cui si è concesso questo mondo di pietra e ferro e mare, a chi ha avuto la pazienza di attraversarlo ed ascoltarlo, “senza far rumore”. 

Trieste e il Porto Vecchio
di Marina Dragotto

(…) Il Porto vecchio, costruito tra 1881 e il 1900 e simbolo della fondazione moderna di Trieste, è in realtà stato subito declassato in favore del Porto Nuovo, per la rapida evoluzione dei trasporti marittimi che richiedevano maggiori fondali e una diversa organizzazione degli spazi.
Progressivamente abbandonato, negli ultimi 30 anni è stato oggetto di numerosi progetti di riqualificazione alcuni impegnati a mantenerne la funzione portuale e alcuni a privilegiarne la vocazione urbana. Gli uni e gli altri si sono sostanzialmente arenati di fronte alle inefficienze di un sistema decisionale frammentato e conflittuale, ma anche all’oggettiva difficoltà di definire un progetto unitario sostenibile per un’area di 60 ettari in una città che conta oggi solo 200 mila abitanti.

L’indubitabile bellezza dei magazzini, la straordinaria posizione in continuità con le rive del centro urbano da un lato e Barcola dall’altro, la bellezza e la vivibilità di Trieste, la scommessa di un potenziale sviluppo delle relazioni economiche nella Mitteleuropa sono tutti elementi che portano a non arrendersi di fronte alle difficoltà e a immaginare un rinascimento di Trieste, proprio a partire dal suo Porto Vecchio.
Nonostante la crisi demografica Trieste ha mantenuto più di altre realtà italiane ed europee le caratteristiche proprie delle città. “Grazie” alla presenza del confine, e a un mercato immobiliare che ha mantenuto prezzi accessibili, non ha mai subito gli effetti di fuga dalla città che hanno impoverito il tessuto sociale e funzionale di tutti i capoluoghi italiani; in questo senso e per quanto strano possa sembrare, Trieste ha mantenuto le sue mura, anche se non le ha mai avute. Al fianco di questo elemento imposto dalla storia, negli ultimi quindici anni Trieste ha saputo sviluppare una politica di gestione e miglioramento dello spazio pubblico che ha valorizzato tutto il centro, creando opportunità di sviluppo e qualità della vita.
Anche la posizione geografica rimane un punto di forza. Visto da nord l’Adriatico ha in Trieste un punto di partenza, un affaccio su un mondo altro fatto di mare, di coste, di culture antiche.

Infine Trieste ha un grande vantaggio rispetto alle altre città italiane: la libertà della giovinezza.
La storia urbana di Trieste è tutta moderna, segnata dalla volontà di un impero di trasformarla rapidamente da borgo arroccato sulla via del sale a centro propulsivo e dinamico del commercio internazionale. Una città allora libera di sperimentare e accogliere le idee innovative che andavano formandosi nell’economia e nei costumi sociali e culturali, ma anche nell’urbanistica e nell’architettura. Oggi questa impronta potrebbe essere ripresa e Trieste, forte della sua modernità e della sua cultura, potrebbe inventare per il Porto Vecchio un progetto di rigenerazione che, nel rispetto della sua storia, accetti, gestisca e valorizzi le indispensabili trasformazioni e innovazioni richieste dall’adattamento a nuovi usi. Questo ricco libro fotografico di Neva Gasparo dimostra quanta qualità e quanto spazio ci sia per intraprendere questa strada. 
Risvegliando il Porto Vecchio Trieste potrebbe avviare una nuova pagina della sua storia e sorprendere tutti con la sua spavalda e colta giovinezza.


La terra ha fatto
un giro intorno al sole
un’altra volta
e io sono nuovamente qua

(Neva Gasparo)


23/02/2020 sguardi d'autore
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