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[Tempi di Covid-19] Reggio Emilia, come va?

[Tempi di Covid-19] Reggio Emilia, come va?

Ripensare la città post Covid-19 con i cittadini

L'emergenza sanitaria ha rivoluzionato i programmi di tutti noi. Sono cambiate le relazioni, la socialità, ma anche il nostro modo di vivere l’abitazione. È cambiato il nostro modo di vivere la città e lo spazio pubblico ed è cambiato il modo di acquistare i beni di prima necessità e accedere ai servizi di base, tanto da favorire il digitale. Mai come prima d’ora è risultato evidente che ci sono parti di territorio che vanno a diverse velocità: chi ha le infrastrutture di base arranca, ma procede, mentre chi non ha copertura internet o risorse per accedere alla rete rimane indietro e di fatto escluso.

A partire da questi spunti l'amministrazione comunale di Reggio Emilia ha messo a punto nell’ambito del progetto QUA Quartiere Bene Comune il questionario ‘Reggio Emilia, come va?’, uno strumento di ascolto dedicato ai cittadini e ai bisogni emersi con il Covid-19 e orientato a ripensare forme di ripartenza post-emergenza per le proprie politiche urbane: dal sociale ai servizi, alla pianificazione della città.

Il questionario – anonimo e diffuso con licenza creative commons – ha cinque sezioni: una anagrafica generale, una dedicata alla persona, una all’abitare e ai servizi essenziali di vicinato, una alle sfide post-emergenza e una dedicata agli strumenti di informazione e alle forme di volontariato e partecipazione. Complessivamente sono circa 45 domande, circa 10 per sezione, per un tempo di risposta complessivo di massimo 10-12minuti.

Primi esiti: dal campione ai contenuti, all’opportunità di pianificare attraverso i dati

In appena una settimana di lancio hanno risposto in modo compiuto al questionario circa 5 mila persone. Il 70% del campione è rappresentato dalla popolazione attiva tra i 30 e i 65 anni.

Si tratta di un dato numerico sorprendente per strumenti di indagine statistica e di ascolto di questo tipo. Sicuramente il blocco forzato ha favorito l’interesse delle persone e dalle risposte emerge un grande bisogno della comunità di esprimere e condividere le preoccupazioni e il disagio di questi due mesi. Tuttavia è sorprendente il contributo delle persone rispetto alle sfide, dalla creazione di misure per la ripartenza su servizi e produzione al bisogno di una città che sappia meglio conciliare i tempi di vita e lavoro, dalle questioni ambientali prioritarie – mobilità, clima e qualità dell’aria in primis – ad una riorganizzazione dello spazio pubblico quale occasione per sperimentare forme di distanziamento che sappiano conciliare salute e sicurezza a socialità e libertà di movimento.

Avere dati geografici aggiornati e utilizzabili in modalità open data rispetto alla pandemia è infatti una grande opportunità per pianificare la città. Ci consente di mappare i dati socio-demografici e di correlare i bisogni nei diversi quartieri, di raffrontare meglio i bisogni tra città storica, campagna e periferia o di segmentare i bisogni per fasce di popolazione. Oltre a questo lo scopo dell’indagine è verificare se e come le dimensioni di prossimità e il senso di appartenenza alla comunità del proprio contesto di vita, che coincide con il quartiere di residenza, sono state impattate dal fenomeno pandemico e se queste dimensioni possono costituire una variabile importante e significative per progettare la ripartenza. L’approccio collaborativo, all’interno del quale nasce questa survey, potrebbe uscirne rafforzato e diventare variabile importante per fare fronte alla fase 2, alle situazioni di bisogno e alla riprogettazione degli interventi e delle politiche di governo di comunità, città e territori.

Per queste ragioni, i dati – anonimi, ma disponibili in modalità open data – saranno messi a disposizione dal Comune di Reggio Emilia anche ad altre Istituzioni urbane locali che lavorano ed operano sul territorio, come ad esempio l’Università, l’Azienda Sanitaria, l’Azienda per la casa, l’Azienda del Trasporto Pubblico o le Organizzazioni locali che si occupano di Servizi e Commercio.

Il questionario è stato messo a punto dal gruppo di lavoro degli architetti di quartiere e dai consulenti del Servizio Politiche di Partecipazione del Comune per la redazione dei piani strategici di quartiere e del Piano Urbanistico Generale di Reggio Emilia. Hanno collaborato il Servizio Comunicazione, il Servizio Urbanistica e il Servizio Sistemi Informativi dell’Amministrazione.

Un questionario collaborativo per i comuni italiani

L’esito di questo strumento nella città emiliana ha innescato l’idea di proporre ‘Reggio Emilia, come va?’ come progetto collaborativo tra Amministrazioni: un modo per aprirsi al confronto con altri Comuni italiani e ragionare insieme, a partire dalla lettura dei territori, su scenari e soluzioni future possibili.

Per questo motivo, il Comune di Reggio Emilia mette a disposizione di ogni amministrazione locale interessata ad usarlo, a titolo gratuito e secondo i criteri internazionali Creative Commons, questo strumento.

Tutte le pubbliche amministrazioni che desiderano partecipare al progetto e utilizzare il questionario possono scaricare i materiali e modificarli secondo le indicazioni contenute nelle istruzioni d'uso. Il questionario è disponibile con licenza Creative Commons (Internazionale 4.0: Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo). Le condizioni di utilizzo del questionario sono libere e gratuite per ogni Amministrazione interessata, sia essa Comune, Unione di Comuni, Provincia, Città metropolitana o Regione, che rispetti la policy di utilizzo collaborativo stabilita e che acconsenta a divulgare ad altre amministrazioni la propria versione sorgente adatta al contesto locale.

Hanno già aderito le prime Amministrazioni locali, tra cui il Comune di Cesena, in Romagna, e la Città di Alessandria, in Piemonte.

Tutti i materiali sono consultabili e scaricabili a questo link: www.comune.re.it/reggioemiliacomeva

Elena Farnè
Architetto, consulente del Comune di Reggio Emilia per il processo di partecipazione del Piano Strategico dei Quartieri


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