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Assemblea soci AUDIS 2020. Le lezioni apprese

Assemblea soci AUDIS 2020. Le lezioni apprese

La bella discussione che ha animato l’assemblea di AUDIS di venerdì 27 novembre ci consegna alcune riflessioni. Ne isolo brevemente due che, rispetto alla attività di AUDIS mi sembrano più rilevanti fra le molte altrettanto interessanti che sono emerse.

La prima è che il Covid ci ha costretti a casa e ci ha fatto rinunciare alla celebrazione dei 25 anni di AUDIS, ma ci ha anche fatto capire che, incontrarci virtualmente, se qualcosa ci toglie in termini qualitativi, ci dà molto in termini quantitativi. L’aspetto qualitativo è quello che riguarda la ridotta percezione degli umori della platea. L’oratore, quando parla, cerca sempre di capire le vibrazioni che percorrono la sala. Negli occhi e nelle posture di chi ascolta si percepiscono il livello di partecipazione, di comprensione, l’eventuale dissenso dai temi toccati. Sono elementi importanti per capire se si stanno toccando le corde giuste e se si sta illustrando bene la propria relazione o se si sta conducendo bene un meeting o un evento pubblico. Questo nella dimensione digitale manca molto. Tuttavia, fatta la tara a questa indubbia criticità, certo non banale, rimangono però gli aspetti positivi.

Avevo parlato nel mio precedente editoriale delle limitazioni all’azione di AUDIS ma anche, più in generale, del sistema delle associazioni culturali che, in tempi di crisi e con la contrazione delle risorse che sono chiamate a fronteggiare, sono costrette a ridurre l’attività mentre, la domanda di confronto sui temi di interesse dell’associazione rimane molto alta. Ecco, il fatto di poter sostituire l’attività in presenza - dopo ormai diversi mesi di allenamento e il perfezionamento di un codice comportamentale coerente – è davvero una possibilità in più. Per questo dopo averle sperimentate già nel corso del primo lockdown, abbiamo deciso di mettere subito in cantiere alcune iniziative di confronto con i soci da svolgere online. Prima fra tutte una sulla legge per la rigenerazione urbana che il Senatore Ferrazzi è venuto a presentarci e che aspetta di essere calendarizzata per la discussione in commissione al Senato. Queste attività oggi in presenza non potrebbero contare su una partecipazione sufficientemente ampia a causa dei costi e dei tempi per gli spostamenti che, ovviamente, non tutti potrebbero permettersi. Siamo contenti quindi di poter cogliere lo stimolo ad intensificare e perfezionare l’attività di confronto tra e con i soci sui contenuti della attività di AUDIS che è arrivato dall’assemblea.

La seconda riflessione riguarda i contenuti e la produzione di questi proprio rispetto agli argomenti da proporre al confronto tra i soci. La strada intrapresa con la mia presidenza è stata orientata alla ricerca di contenuti fortemente orientati alla necessità di (ripeto le parole che ho spesso preso in prestito dal nostro collega di direttivo Marco Marcatili) “ricucire la frattura tra chi teorizza e chi opera” per costringere gli uni e gli altri a convergere su un punto di mediazione che permetta di valorizzare entrambi gli approcci. I tre progetti simbolo di questa prospettiva sono quelli su cui mi sono soffermato nella mia relazione. 3 progetti di ricerca azione ("La rigenerazione urbana in Europa. Dalle aree dismesse a spazi di vita e lavoro", "Una Rigenerazione di classe A"; "OICR e investimenti urbani") in cui da un lato abbiamo messo a punto l’analisi e la descrizione del “processo tipo” di rigenerazione urbana. Dall’altro abbiamo colto alcuni elementi di innesco legati a elementi congiunturali connessi alle opportunità finanziarie o progettuali che si agitano sul mercato.

Quello che io ho capito è che per condurre progetti che guardino alle più virtuose esperienze note che abbiamo analizzato prendendo spunto e facendo leva sulle concrete opportunità che il mercato ci offre è necessario innalzare il livello di integrazione delle competenze tra gli attori. Che questa integrazione non può che avvenire attraverso la cooperazione sempre più stretta, fino a diventare strutturale, tra le varie componenti della filiera redistribuendo più equamente gli apporti su tutta la catena del valore. AUDIS ha nella propria compagine sociale rappresentanti di tutta la filiera. E, l’attività che inaugureremo nel 2021 di confronto sulle forme più evolute di utilizzo di eco, sisma e superbonus, sugli strumenti di ingegneria finanziaria e le potenzialità dei fondi ad apporto, sul tipo di progettualità più adatto e concreto per raggiungere obiettivi di trasformazione delle città, potranno diventare l’incubatore perfetto per sperimentare questa integrazione da offrire al mercato. Da questo punto di vista invito tutti a prendere visione e a non esitare a chiedere informazioni anche direttamente a noi sui progetti la cui documentazione è già disponibile per tutti in modo da preparare una consapevole ed efficace partecipazione ai workshop.

Spero che questa intuizione che, per quanto mi riguarda, mi conferma nella convinzione che la direzione presa sia quella giusta, sia condivisa da tutti e che insieme ci porti a entrare in una nuova e fattiva stagione per la rigenerazione urbana.

Tommaso Dal Bosco
Presidente AUDIS

Le attività svolte da AUDIS nel 2020


01/12/2020 editoriale
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