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La ristrutturazione edilizia e la riqualificazione energetica degli edifici pubblici

La ristrutturazione edilizia e la riqualificazione energetica degli edifici pubblici

Lo scorso 4 febbraio si è tenuto l’incontro del percorso partecipato “Verso il nuovo piano d’azione 2021-2023 del Piano Energetico Regionale” dedicato al tema della ristrutturazione edilizia e la riqualificazione energetica del patrimonio e degli edifici pubblici. L'appuntamento rientrava in un ciclo di eventi organizzati dalla Regione Emilia-Romagna in collaborazione con ART-ER.

La mattinata ha visto partecipare numerosi portatori di interesse, che hanno trattato differenti temi. Tra i principali, i bisogni sociali, le necessità culturali ed artistiche accanto a quelle energetiche. L’incontro, inoltre, è stato occasione per passare in rassegna le risposte dei vari ambiti di cui il patrimonio pubblico si compone: strutture sanitarie, di ricerca e formazione, adibite agli uffici pubblici, all’edilizia popolare e tutti i beni del patrimonio culturale ed artistico.

La Regione Emilia-Romagna ha un patrimonio immobiliare ampio, con differenti usi e necessità di riqualificazione. Uno dei temi trattati è stato quello della riqualificazione dell’edilizia popolare, necessario per poter permettere all’utilizzatore di coniugare il benessere con la possibilità di sostenere i costi delle utenze. In quest’ottica la ristrutturazione degli edifici assume anche un ruolo sociale volto a garantire agli utilizzatori la sostenibilità della bolletta e di conseguenza il riequilibrio del rapporto canone di locazione/costo energetico.

Un altro ambito importante nel processo di transizione energetica è quello dei beni storici ed artistici. La riqualificazione di questo importante e complesso patrimonio è fondamentale per l’economia dell’Italia e della Regione Emilia-Romagna in quanto può assumere oltre ad una connotazione prettamente edilizia anche una connotazione di miglioramento dell’offerta turistica e attrattività.

Comune a tutti questi ambiti è la necessità di modificare il paradigma della pianificazione e della progettazione degli interventi passando da un approccio settoriale ad uno integrato, che riesca al contempo a migliorare le prestazioni sismiche, termiche, vivibilità e salubrità degli ambienti. A tal fine risulta fondamentale l’utilizzo efficace dei fondi strutturali, la stabilizzazione del quadro incentivante, rendendo alcune misure strutturali (es. superbonus 110%), la semplificazione delle procedure di appalto e accesso agli incentivi, la collaborazione tra enti pubblici e professionisti.

Altro tema condiviso è stata la necessità di formazione e informazione dei vari soggetti che collaborano in questo processo di transizione e di digitalizzazione degli edifici per una migliore gestione e per un migliore monitoraggio.


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