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Raccontare l’urbanistica. In ricordo di Fabio Tomasetti

Raccontare l’urbanistica. In ricordo di Fabio Tomasetti

Il 14 gennaio è scomparso a Rimini Fabio Tomasetti, architetto, urbanista e studioso di storia urbana.

Fabio è stato funzionario e dirigente pubblico all’Urbanistica in molti enti locali della provincia di Rimini, entusiasta promotore di molte iniziative culturali sull’urbanistica, la gestione del territorio e la partecipazione pubblica e autore di ricerche, saggi e libri sulla storia urbana ed urbanistica della città.

I suoi libri sono contributi straordinari e di interesse non solo per chi è di Rimini, ma per chiunque si interessi di trasformazione della città e voglia capire quei mitici anni 60 e 70, in cui l’urbanistica era uno straordinario campo di sperimentazione urbana, politica e amministrativa.

In "Ripensare Rimini”, “Cambiare Rimini" e "Superare Rimini", tre libri scritti in poco più di dieci anni, Fabio racconta la storia di alcuni piani sviluppati a Rimini nel periodo del boom economico da Giuseppe Campos Venuti, Giancarlo De Carlo e Osvaldo Piacentini, tre tra i più grandi maestri dell’urbanistica italiana.
In ognuno di questi testi si trovano infatti molte cose utili per chi si occupa di città, di rigenerazione e di storia urbana, dalle molte cartografie originali che Fabio ridisegnava per temi, alle diverse interviste coi testimoni del tempo, sino alle ricostruzioni del dibattito attraverso la cronaca e gli atti di giunta.

La lezione più preziosa che c’è nei libri di Fabio è infatti la narrazione documentata dell’intenso scambio di idee tra i protagonisti dei piani, del processo col quale si formavano le idee, di come progettisti, amministratori e funzionari pubblici assumevano - non senza fatica e ripensamenti - le decisioni.

In ‘Ripensare Rimini’ sul PEEP 64 e il PRG 65, con una straordinaria intervista a Campos Venuti e l’estrapolazione di molti atti di giunta, Fabio ricostruisce il clima culturale del tempo e il processo di come i fiumi della città, per molti tratti urbani tombati, hanno rischiato di diventare strade ad intenso traffico e sono invece diventati parchi pubblici di connessione tra mare e città e luoghi per lo sviluppo di piani casa e di edilizia economica popolare.
In ‘Cambiare Rimini’ sul piano del nuovo centro (1965-1975), descrive i contenuti delle lunghe memorie che De Carlo scriveva delle molte assemblee di partecipazione con gli studenti, gli operai e i cittadini e i contenuti dei moltissimi scambi epistolari tra De Carlo e il sindaco Ceccaroni sull’idea di ricostruire la città a partire dalla scuola, dalla mobilità collettiva e dalla partecipazione pubblica.
Infine, in ‘Superare Rimini’ sul Piano Intercomunale, ricostruisce attraverso alcune interviste ai funzionari di piano le dinamiche del dibattito delle riunioni di lavoro tra Piacentini e i sindaci del territorio; come ricordano i testimoni che Fabio ha intervistato, nelle riunioni per decidere del delicato rapporto tra città e periferia e della tutela del paesaggio agricolo, lo scambio tra progettista e amministratori aveva anche una straordinaria funzione pedagogica, di formazione continua per la crescita culturale della dirigenza pubblica.

Arrivederci Fabio, ci vediamo sui tuoi libri.

Elena Farnè


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