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Ricordando Filippo Penati

Ricordando Filippo Penati

Filippo Penati, insegnante, presidente di un Circolo familiare (e dirigente di quella costola tipicamente lombarda del movimento cooperativo), padre operaio comunista dell’acciaieria Radaelli, nonno deportato ed ucciso a Mathausen dai nazisti, nel 1985 viene eletto consigliere comunale di Sesto San Giovanni.

Nominato assessore, al bilancio e poi all’urbanistica, lavora con lo studio Gregotti Associati alla revisione del PRG e, nel contempo completa i progetti di recupero urbano deliberati in deroga al PRG con le leggi regionali Verga e Adamoli. Esperienza per certi versi contraddittoria, che lo porta a riflettere sulla necessità di una programmazione urbanistica maggiormente efficace e fattibile, che renda superfluo il ricorso alle varianti in deroga.

Nel 1994, nell'accettare la candidatura a sindaco, chiede di subentrargli all'assessorato all'urbanistica al sottoscritto che, da consigliere comunale di opposizione, aveva contestato le “sue” varianti con campagne di stampa e osservazioni a termini di legge.

La vittoria elettorale avvia una stagione fruttuosa, che porta all'adozione del PRG nei primi 100 giorni di governo ed alla sua immediata attuazione, nelle more della tardiva approvazione regionale.

Cambia la città: nuovi parchi nelle periferie, pedonalizzazione delle principali piazze, espropri per edilizia popolare, servizi e verde, restauri delle ville storiche e, soprattutto, rigenerazione delle vastissime aree dismesse dalle fabbriche.

La rapidissima trasformazione delle aree Breda, Garelli, Transider, Falck Concordia Sud, Fola, Ercole Marelli porta in quasi 1 milione di metri quadrati nuove industrie e nuovo lavoro, verde, ed anche il recupero dell’archeologia industriale per spettacoli, cultura e luoghi di aggregazione.

Sesto diviene un modello di città ex industriale in trasformazione, con il plauso dell’allora commissario UE Mario Monti, lo studio dell’Ocse, il confronto intercontinentale sostenuto dall’allora Ministro Baratta, la costituzione dell’Agenzia di Sviluppo Nord Milano, il concorso internazionale d’idee per il Parco Urbano sulle aree Falck, la candidatura all’Unesco come paesaggio in trasformazione ecc.

In questo quadro, su invito di Dionisio Vianello e con Napoli, Torino e Venezia, viene costituita l’Associazione Aree Urbane Dismesse, che sosterrà il laboratorio sestese con seminari di confronto e visite di studio.

Terminato il secondo mandato a Penati si chiede di riportare la sinistra milanese al governo, sfidando la presidente della provincia Ombretta Colli, che, con Roberto Formigoni in regione e Letizia Moratti nel capoluogo, compone un triangolo politicamente omogeneo.

Vince, e con lui la provincia dismette i panni di cenerentola nel confronto con capoluogo e regione, divenendo protagonista, soprattutto nel campo del coordinamento urbanistico, della valorizzazione dei parchi, della viabilità, del sostegno ai casi di crisi industriale e dell’edilizia scolastica.

Pur non avendo mai avuto cariche parlamentari o di governo, assume anche un rilievo nazionale, collaborando con i segretari nazionali del suo partito Veltroni e Bersani.

Ma le sorprese non mancano.
Nel 2009, per un pugno di voti (Podestà 50,2%, Penati 49,8%), perde la provincia, e nel 2011 viene sconfitto da Formigoni, che si riconferma governatore della Lombardia.

E il 2011 è anche l’anno dell’accusa di corruzione e concussione che trovano una enorme eco mediatica.

Dopo lunghi anni di indagini, le sentenze del Tribunale di Monza penali del 10 dicembre 2015 e della Corte d’appello di Milano del 27 settembre 2017 lo assolvono da ogni imputazione.

Nonostante l’assoluzione non torna alla politica attiva e non perdona, al suo partito ed alla giunta della sua città, d’essersi costituiti parte civile nel processo.

Nuova passione la scrittura con i romanzi “La casa dei notai” e “Nemesi” pubblicati da Robin Edizioni.

Nuovo impegno pubblico la presidenza della squadra sestese Geas Basket femminile, con tanto di promozione in serie A.

Ultima dichiarazione alla stampa la rilascia dalla sedia a rotelle, su cui è costretto dalla malattia, per rammaricarsi di non essersi impegnato abbastanza, da amministratore, per il superamento delle barriere architettoniche.

Angelo Gerosa


29/10/2019 urbanistica ricordo
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