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Riqualificazione energetica e sismica: il ruolo degli incentivi nella trasformazione delle città

Riqualificazione energetica e sismica: il ruolo degli incentivi nella trasformazione delle città

Come si vede dalle notizie, Audis si rinnova.
Al direttivo del 21 settembre, a Federico Vanetti (Dentons) e Paolo Cottino (K-City) abbiamo affidato due deleghe che corrispondono a due delle tre linee di sviluppo su cui l’associazione ha deciso di investire nel triennio a venire.

L’area bonifiche corrisponde a quello che consideriamo un po’ il marchio di fabbrica di AUDIS tornato alla ribalta con il convegno organizzato con la Regione Lombardia a Milano lo scorso mese di luglio mentre, il tema della rigenerazione urbana, sempre al centro delle riflessioni dell’associazione, abbiamo ritenuto meritasse un riposizionamento all’interno del dibattito pubblico, specie con riferimento a tre aspetti che io reputo decisivi per la sua qualificazione: l’intenzionalità, l’innesco e la governance.
Buon lavoro ai delegati che stanno già lavorando allo sviluppo delle tematiche che cercheremo di condividere con approfondimenti anche su queste pagine.Oggi però

vorrei accennare ad un terzo tema al quale come Audis abbiamo deciso di dare priorità: il ruolo che il sistema degli incentivi per la riqualificazione energetica e sismica degli edifici ha (o potrebbe avere) nella trasformazione delle nostre città.
Questa partita rischia infatti di essere sottovalutata.
Non è’ questa la sede per una trattazione tecnica dell’argomento. A me preme soprattutto far notare alcuni aspetti che rischiano di influire molto sul sistema. Aspetti sui quali abbiamo pensato sia opportuno mettere l’attenzione.

L’introduzione con la legge di bilancio del 2018 della possibilità di cedere il credito d’imposta a uno o più soggetti tra quelli che partecipano ai lavori di riqualificazione ha infatti aperto il gioco fungendo da potenziale acceleratore agli investimenti in questo senso.
A distanza di più di un anno e mezzo da questa previsione però i risultati non sembrano molto incoraggianti. Almeno non da un punto di vista “di sistema”.
Alcune chiare indicazioni però, di attori che tentano di muoversi strategicamente ci sono e sono di notevole interesse.
Le risorse in gioco sono molte e il meccanismo virtuoso del credito di imposta, se si immaginano interventi sulla scala urbana, richiede evidentemente soggetti con grande capacità fiscale, dato che la cedibilità alle banche è vietata tranne per i casi di soggetti incapienti.
Questa caratteristica connota certamente le utilities energetiche.
Ma le utilities non hanno solo grandi capacità fiscali. Hanno anche grandi capacità industriali, finanziarie. Inoltre si trovano nel bel mezzo di una transizione energetica epocale che impone loro strategie di riposizionamento e di ridisegno del proprio modello di business.
Infine, ma non meno importante, molte di esse sono di proprietà pubblica (Stato, Comuni, Province) e quindi possono ben essere influenzate nella direzione di interventi il cui valore pubblico sia maggiore di quanto non possa sortire dalla somma di tanti interventi di riqualificazione su singoli edifici.

Insomma, la ricerca di schemi operativi che non solo permettano ma favoriscano interventi di riqualificazione “rigenerativa” su una scala urbana, essendo in gioco una mole di risorse pubbliche davvero ingente (il meccanismo del credito di imposta le rende potenzialmente infinite), è a mio avviso dovuta.
In questo senso un ruolo importante può essere giocato dai Comuni che potrebbero svolgere un ruolo di aggregazione della domanda minuta. Tuttavia questi sono privi della strumentazione contrattuale e amministrativa per dialogare con le imprese proponenti.

Per questo come AUDIS insieme ad AREL, l’agenzia di ricerche legislative fondata da Beniamino Andreatta, e con il coinvolgimento di diversi soci direttamente o indirettamente coinvolti in questa partita, abbiamo lanciato un progetto finalizzato a definire un protocollo di relazione giuridicamente ed economicamente sostenibile in grado di promuovere e regolare i rapporti tra operatori economici interessati a realizzare interventi di riqualificazione, a condizione che questi siano destinati a quartieri o, comunque, ad ambiti urbani complessi, sfruttando per analogia le norme che regolano i rapporti condominiali.

Uno strumento rispettoso di concorrenza e trasparenza che rassicuri amministratori e tecnici pubblici sulle modalità attraverso le quali poter affrontare senza rischi amministrativi progetti di riqualificazione anche molto importanti.

Abbiamo chiamato questo progetto, provvisoriamente, “Italia in Classe A” alludendo al gergo tecnico del mondo energetico ed abbiamo proposto alle tre più grandi utilities italiane di matrice statale di partecipare ad un tavolo tecnico per l’elaborazione di questo protocollo, ben sapendo che le potenzialità di un tale lavoro vanno ben al di là del semplice strumento tecnico che, comunque, potrebbe aiutare gli investimenti nel biennio che rimane davanti di validità degli incentivi.
Pensiamo al tema legato alla componente sociale degli interventi, a quello di assicurare rapporti di forza equilibrati all’interno della filiera, alla componente di innovazione industriale oltre all’impatto economico e occupazionale.

Tra tutte le sue ulteriori potenzialità c’è per esempio quella che, attraverso il lavoro che stiamo facendo, si possa anche costituire una piattaforma condivisa per promuovere il rinnovo degli incentivi stessi dopo la scadenza del 2021 costituendo forme di premialità per gli interventi sulla scala urbana, esattamente come si è pensato di fare per i condomini, dalla cui esperienza questo progetto prende le mosse.

Tommaso Dal Bosco, presidente AUDIS


30/10/2019
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