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SuperBonus il punto di vista di Nomisma

SuperBonus il punto di vista di Nomisma

Con l’entrata in vigore del Superbonus 110%, previsto dal Decreto Rilancio, le famiglie potenzialmente interessate alla riqualificazione energetica e sismica della propria abitazione sono raddoppiate, passando da 6,3 milioni a 12,5 milioni (pari alla metà delle famiglie italiane). 

A fronte di un interessamento potenziale così capillare, ci si imbatte in un provvedimento che richiede un iter procedurale lungo e complesso e che, inoltre, esige il coinvolgimento di figure professionali con competenze molto diverse e specifiche in ambito tecnico, fiscale, amministrativo, manageriale, etc.

Questi elementi rischiano di penalizzare ed escludere dalle procedure di erogazione del bonus le piccole-medie imprese che invece potrebbero essere protagoniste di una nuova “stagione edilizia”.

L’interpretazione puntuale di questi segnali ha suggerito la nascita di Nomisma Opera, una arranger che può supportare e coordinare condomini, progettisti, imprese e banche nella gestione di un processo che, se non adeguatamente organizzato, rischia di vanificare il potenziale del Superbonus.
Questo succedeva nel 2020, ponendo Nomisma come sguardo attento e anticipatorio sugli eventi sociali. Ma oggi? quale situazione dobbiamo valutare? 
Lo abbiamo chiesto a Marco Marcatili, Responsabile Sviluppo di Nomisma, che coordina il progetto che racconta il quadro attuale con alcune prospettive future. 


Come Nomisma, con 110 Monitor abbiamo in mano i dati di 25 milioni di famiglie in Italia e quindi ogni nostra valutazione sui pro e contro di questa misura economica si basa principalmente sui dati di una rappresentazione importante di beneficiari. 
Se all’inizio siamo partiti dalla domanda: quanti beneficiari hanno avuto accesso alla misura. 
Oggi, con il nostro monitoraggio abbiamo i dati per definire l’impatto sulle famiglie della misura e capire anche lo stato dei processi. Abbiamo i dati su quanti cantieri iniziati e quelli che vengono interrotti, quante famiglie stanno ancora cercando le imprese, ma misuriamo anche il polso delle imprese soprattutto quelle piccole. I nostri dati profilano le famiglie, dal punto di vista anagrafico, sociale e di accessibilità alla misura.  

Nomisma opera, altro nostro strumento di analisi e valutazione,  aiuta le piccole imprese a diventare general contractor dei condomini. Quindi come Nomisma abbiamo anche un’attività diretta sui cantieri, localizzati nella provincia di Bologna e questo è un ulteriore strumento di analisi statistica. Mettiamo in capo ogni nostra competenza mettendola a disposizione di imprese, cantieri e condomini. Perché sentiamo che quello che è mancato dall’inizio della misura è stato l’assenza o comunque la fatica nella condivisione di competenze differenti e inconciliabili tra loro che avrebbero potuto inserirsi bene nel vuoto comunicativo delle istituzioni. 

Quali sono i dati più rilevanti? Uno tra tutti è la percezione della misura stessa. 
Una manovra che doveva risolvere una serie di questioni strutturali come l’allungamento della vita degli immobili e ambientale, oggi è considerata il male. Ma l’errore di vederla con la dicotomia tra buono e cattivo si trasforma in retorica disfunzionale se non tiene conto della complessità in essere di ogni tipo di processo ma soprattutto su un tema nuovo e con tante possibili e normali falle. 

Un altro dato importante è il calo dei beneficiari. Le famiglie che erano interessante alla misura sono 10, 5  milioni su 25 milioni, quindi il dato rilevante è capire come mai le altre famiglie non sono interessate. Molti dicono che non vogliono i lavori in casa, che magari vengono da precedenti ristrutturazioni, che non si fidano, che non hanno capito bene tutto o che non trovano le imprese ed infine, per i condomini, che non si trova ad un accordo

Ma ad oggi il numero è calato ulteriormente scendendo a 7, 3 milioni un calo significativo determinato anche dalla data di scadenza che si sta avvicinando. Molti infatti useranno la misura al 75% perché si sentono più sicuri e sentono di avere un pò più di tempo. 

Un altro dato importante è che sono aumentate le richieste da parte dei condomini e calati gli immobili singoli, questo dato è da associarsi, come conseguenza dei punti precedenti. Paura e incomprensione 
Infine, ultimo dato rilevante è che quella che doveva essere la misura più espansiva del secondo rischia di diventare la più restrittiva e diseguaglianze del secolo perchè l’accesso alla misura è sempre più fattibile per i condomini agiati e questo comporta una nuova ondata di diseguaglianza tra quartieri ma anche tra regioni, tra nord e sud. 
Cosa propongo? 

  • Un ISEE condominiale che possa essere un vantaggio per i condomini più fragili, che quindi l’accesso alla misura si differenziata. 
  • Una comunicazione istituzionale chiara ad efficace
  • Lavorare sulle competenze che ruotano intorno ad ogni processo di riqualificazione soprattutto per creare un modello di interazione tra beneficiari e figure tecniche, che sia sistemico e relazionale. Provando a rispondere a semplici domande: chi risponde a chi, chi pone le domande a chi? 

Questa misura è un treno che non tornerà mai più, ma perchè sia migliorativa per la vita delle persone e per gli immobili di  oggi e domani, bisogna incrociare i dati e condividere le competenze


Marco Marcatili, Responsabile Sviluppo di Nomisma


28/06/2022
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