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Terni. Percorso di formazione “CommonsLab” per la cura e rigenerazione dei beni comuni urbani 

Terni. Percorso di formazione “CommonsLab” per la cura e rigenerazione dei beni comuni urbani 

Dal 5 al 8 settembre 2019 si è svolto presso il CAOS centro arti opificio siri di Terni il workshop intensivo CommonsLab, dedicato alle strategie di governance collaborativa, cooperativa e policentrica dei Beni Comuni, a partire dal pensiero di Elinor Ostrom e da una sua interpretazione in senso urbano.

L'espressione con cui sintetizziamo il percorso di CommonsLab, "Quando la temperatura delle reazioni umane genera cambiamenti di stato e nuovi legami", mutua dalla chimica la capacità di sperimentare in laboratorio nuove soluzioni, di creare prototipi e implementare scenari possibili. Esso condensa in sé il nucleo di valore e l’unicità di questo momento formativo: unire un percorso di approfondimento teorico su strategie di governance dei beni comuni, alla sperimentazione di un processo creativo collettivo governato dai principi del design thinking.

Questo processo ha per obiettivo la creazione, attorno alla progettazione di un bene reale, cioè la ex casa del custode del CAOS, di una comunità di pratiche capace di confrontarsi con le dinamiche di collaborazione e i nuovi paradigmi di pensiero sistemico.La scuola CommonsLab nasce come evoluzione del progetto Hostello delle idee, di cui AUDIS è partner, finanziato dal bando Culturability della Fondazione Unipolis nel 2016.

Il progetto, originariamente volto al recupero strutturale dell’ex casa del custode per dedicarla a residenze e scuole sui temi della rigenerazione urbana, oggi si è spostato sulla realizzazione di un laboratorio per la creazione di “comunità di pratiche” dedicate alla cura e rigenerazione dei beni comuni urbani.

Come ricucire una relazione sinergica e un dialogo tra cittadini e istituzioni? Come dare continuità e solidità a fermenti di riappropriazione dal basso? Come dar voce all’immaginazione collettiva per disegnare in modo collaborativo il futuro della città, partendo dagli spazi culturali?

Queste le domande di partenza che CommonsLab ha affrontato e articolato attraverso i talk di Christian Iaione e Nicola Capone e le lezioni frontali a cura di Alessandra Battisti, Annalisa Giusti, Elena De Nictolis e Alessandro Piperno e il processo di ideazione collettiva mediato da Azzurra Spirito.

I partecipanti, tra cui il socio AUDIS KCity, hanno lavorato collaborativamente secondo i principi e i metodi del design thinking, e hanno appreso e sperimentato tecniche utili alla lettura del territorio, dalle mappature alle interviste; strumenti giuridici e protocolli possibili di collaborazione con le istituzioni rispetto ai beni comuni, come i patti di collaborazione; e modalità di strutturazione di progetti come il Social Business Model Canvas.

Oltre ad approcci e strumenti metodologici, il processo intensivo e il lavoro in gruppi ha portato all’emergere di soft skills necessarie a questi processi, dall’ascolto attivo al pensiero laterale, fino alla capacità di convergere nei processi decisionali, passando per la gestione della complessità dei momenti di stallo necessari all’elaborazione dei progetti. In queste fluttuazioni i partecipanti sono riusciti a definire alcune linee strategiche di lavoro per il riuso dell’ex casa del custode, incentrate su tre temi: riconnettere la comunità, sostenere e incentivare imprenditività innovativa, valorizzare il capitale umano giovanile. Dal laboratorio è emersa inoltre la possibilità di proseguire il lavoro collettivo attraverso la stesura di candidature a bandi di finanziamento nel prossimo futuro. Una strategia per rodare la collaborazione e mantenere vivo il fuoco della visione sviluppata e l’entusiasmo del cambiamento.

CommonsLab ha provato a dare corpo ad un’intelligenza collettiva al servizio del territorio, nella speranza di ricucire un incontro con la gestione della città per un’immaginazione più ariosa dei suoi luoghi. I Beni Comuni, in questo panorama, sono insieme un paradigma concettuale e un complesso di pratiche cui fare riferimento: la riflessione sulla costruzione di una co-città fondata sul superamento di una dimensione puramente competitiva, si fonda infatti sull’apprendimento di ciò che proviene dalla cooperazione e dalla collaborazione che avviene sui territori, a Terni come all’Asilo Filangeri di Napoli o nelle comunanze agrarie dell’Appennino centrale.

Chiara Organtini di Indisciplinarte con il contributo di Alice Franchina di KCity

Il video di presentazione del workshop


24/09/2019 kcity
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