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Scatti d'autore (IMMOBILI ABBANDONATI)
La fotografia e le aree dismesse, di Angelo Pietro Desole

Ogni area dismessa cela in sé una sfida per i “rigeneratori” – cioè architetti, ingegneri, urbanisti, paesaggisti, storici – un’occasione di ripensare il futuro a partire dal passato. Ma le aree dismesse sono anche luoghi che hanno una fascinazione estetica di per sé.

Senza stare a scomodare il solito Ruskin e la sua fascinazione per le antiche rovine, possiamo però dire che nei luoghi abbandonati, i più piccoli come i grandissimi, si trova un’estetica che è quella della nostra modernità. In particolare le aree abbandonate industriali presentano una serie di elementi che un tempo furono funzionali e che, nelle crepe del degrado e dell’inutilizzo, ci raccontano storie di uomini e donne, di saperi, di territori, di comunità. La fotografia è uno degli strumenti privilegiati per questi racconti, grazie alla sua capacità di restituire uno sguardo “altro” sui luoghi e sulla loro storia.

Non mancano i pericoli in questo sguardo, prima di tutto quello di una facile estetizzazione, di un abbandono alla voluttà della rovina slegata dall’etica della consapevolezza. E poi anche il pericolo di un prevaricare del fotografo sul soggetto, di mettere i luoghi al servizio della propria sensibilità e non il contrario. Ma al netto di questi rischi una fotografia animata dal desiderio di raccontare i mutamenti e le sedimentazioni del tempo, quando asservita a un’etica documentaristica, rappresenta di sicuro un formidabile strumento nelle mani dei “rigeneratori”.

Da questo punto di vista sorprende che molto spesso – quasi sempre verrebbe da dire – nei piani di riqualificazione sia assente la figura di un fotografo a cui sia affidata la documentazione dei luoghi e della loro evoluzione. Si tratta di riconoscere una professionalità dello sguardo che ha una centralità pari alla professionalità di ogni altra figura coinvolta; la titolarità di un sapere sui processi di archiviazione della memoria per immagini. Con la fotografia le aree dismesse possono andare incontro al futuro senza rischiare di perdersi per strada il passato.

Angelo Pietro Desole: studioso di storia della fotografia, soprattutto quella italiana del '900. Ha scritto un libro sulla fotografia industriale in Italia dal 1933 al 1965 (Quinlan, 2015) e diversi articoli dedicati all'argomento per riviste e volumi. Ha insegnato in diversi atenei e attualmente collabora con l'università telematica eCampus per i corsi di cinema e fotografia.

 

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