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Orizzonte Fano 2030: come un piano strategico guida il futuro di una città media

Orizzonte Fano 2030: come un piano strategico guida il futuro di una città media

Nel 2017 il Comune di Fano, con l’aiuto di Avanzi-Sostenibilità per azioni, ha predisposto il Piano strategico “Orizzonte Fano 2030”, che identificava scenari di sviluppo per la città e alcuni “cantieri progettuali” per disegnare la città del futuro. A cinque anni dalla sua adozione, il Comune, riconoscendo che ha costituito la base per indirizzare le politiche urbane degli anni successivi, ha voluto verificare nel dettaglio in che misura il Piano si è depositato nell’attività ordinaria, quali azioni sono state attuate in coerenza con la sua visione e quali invece hanno aperto nuove prospettive. 
Ne è risultata una indagine su come uno strumento strategico sia in grado di interpretare le domande e le aspirazioni di una comunità locale, rispondere a nuove sfide, prefigurare nuovi traguardi.

Queste domande, di solito esercizio riservato alle città più grandi, paiono invece oggi particolarmente importanti per città di medie dimensioni come Fano. Sono i centri di quella “Italia di mezzo”, rappresentativi di una parte consistente del sistema urbano del nostro Paese, ricchi di capacità progettuali (dentro l’Amministrazione e nella società civile), in grado di mettere in campo iniziative di grande rilievo, che si trovano però spesso soli di fronte al problema di trattare temi e processi che paiono al di là delle loro capacità di pilotaggio. 

Il lavoro di Avanzi ha permesso di riconoscere oltre 70 azioni messe in campo dall’Amministrazione comunale. La domanda-guida della ricerca ha riguardato la generatività del Piano: è riconoscibile, nei corsi d’azione relativi a politiche pubbliche successive al Piano strategico, il contributo apportato da questo strumento?
Dall’indagine, sono emerse indicazioni utili per una nuova stagione di pianificazione strategica a Fano, articolata attorno a tre prospettive, già in essere nelle politiche condotte in queste anni ma che potrebbero essere utilmente sviluppate negli anni futuri, restituite facendo ricorso all’immagine di tre città: 
 

La città delle persone. È la citta che pone attenzione ai diritti alla salute, al lavoro, alla costruzione di una comunità inclusiva fisica e digitale, capace di prendersi cura dei più fragili e di rinnovare e rifunzionalizzare il proprio tessuto urbano. È la città che non lascia indietro nessuno e considera le persone portatrici di bisogni e di domande di riconoscimento. 
 

La città educante. Riconosce le risorse conoscitive, le abilità e le capacità della comunità come motore di sviluppo. Rafforza i suoi servizi per l’apprendimento a tutte le età. Lavora sulle sedi di produzione e disseminazione di conoscenza (scuole, musei, biblioteche, spazi culturali), sulle attività che sostengono le capacità della comunità (come i centri di quartiere), sul sostegno alle pratiche sportive nello spazio urbano.
 

La città della transizione giusta. Governa gli impatti della crisi climatica, riconosce l’urgenza della transizione e orienta risorse e progettualità verso sostenibilità, innovazione e inclusione sociale. Riusa il patrimonio per farne occasione di sviluppo e di promozione sociale. Amplia le dotazioni di aree verdi ed estende accessibilità alle risorse paesaggistiche. 

I risultati dell’indagine sono stati discussi in un confronto pubblico svoltosi all’inizio di febbraio, alla presenza di Commissione Europea, Regione Marche e ANCI, che hanno confermato la rilevanza di queste prospettive all’interno della programmazione europea 2021-27 e degli strumenti di capacity building per le Amministrazioni comunali. 


26/03/2023
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