Nella fase di crisi attraversata oggi dall’urbanistica (che trova principale evidenza nella scarsa attuazione delle previsioni dei piani regolatori) all’interno del dibattito che coinvolge amministratori e addetti ai lavori si va diffondendo una rinnovata attenzione per il ricorso al masterplan. L’idea è che -in quanto documento di pianificazione dinamica a lungo termine che fornisce un layout concettuale per guidare la crescita e lo sviluppo- possa rappresentare uno strumento più efficace per la nuova stagione della rigenerazione urbana. È vero tuttavia che si tratta di uno strumento nato e comunemente utilizzato per indirizzare lo sviluppo del territorio con prioritaria (se non esclusiva) attenzione alla trasformazione degli assetti fisico-spaziali. Mentre oggi abbiamo bisogno di condividere sempre più una cultura della rigenerazione urbana che tenga insieme i tanti contributi di diverso segno professionale e culturale che la alimentano e di promuovere l’integrazione delle tante componenti e dimensioni che concorrono all’effetto complessivo in una “visione di insieme”.
Il quotidiano online DIAC (Diario Infrastrutture e Ambiente Costruito) ha avuto recentemente il merito di aprire la riflessione e il confronto attorno a questi temi: come rafforzare il ruolo del masterplanning nella congiuntura attuale? Che forma dare al masterplan come strumento sempre più importante per operazioni di rigenerazione urbana?
KCity –socio Audis specializzato nel design strategico per la rigenerazione urbana ad impatto sociale– è particolarmente interessata ad esplorare soluzioni per rendere il masterplan un dispositivo volto ad indirizzare lo sviluppo integrato —materiale e immateriale— del territorio. In partnership con lo studio di architettura Barreca & La Varra, KCity è stata recentemente incaricata dal Comune di Trieste di redigere il masterplan per la rigenerazione del rione Valmaura-Giarizzole nell’ambito del Progetto Scintille, che sostiene la pianificazione di programmi integrati di trasformazione fisica e sociale di alcuni quartieri, nella prospettiva di creare contesti multifunzionali e spazi di aggregazione.
Un obiettivo importante del progetto Scintille riguarda la definizione e l’applicazione sperimentale di metodologie replicabili, tramite cui estendere il medesimo approccio anche ad altre aree di Trieste e contribuire così alla definzione di un approccio sostenibile e riutilizzabile allo sviluppo urbano. Nel Piano Regolatore Generale di Trieste, Valmaura–Giarizzole è riconosciuto come centro di quartiere, ossia un ambito urbano caratterizzato dalla presenza significativa di servizi e attrezzature di prossimità; al contempo Valmaura-Giarizzole vanta una posizione strategica all’interno della rete dei trasporti cittadini, configurandosi come una porta d’accesso a Trieste, sia simbolica che funzionale. Il Masterplan elaborato da KCity e Barreca & La Varra ripensa e organizza il rione come luogo urbano innovativo, all’interno del quale le esigenze dei residenti e quelle dei flussi di attraversamento dello spazio urbano sviluppano sinergie anziché contrapposizioni. Definito a valle di un articolato percorso di analisi, ascolto e partecipazione degli abitanti e degli attori locali, il masterplan promuove questa vocazione della zona agendo in modo coordinato sul ridisegno di alcuni spazi e sulla progettazione di usi e servizi. L’obiettivo è orientare il sistema verso un modello di welfare territoriale, capace di favorire una gestione integrata dei bisogni espressi dalle diverse fasce di popolazione, di attivare sinergie con i servizi destinati ai fruitori occasionali e di generare nuovi spazi per modelli innovativi di aggregazione e socialità. In questo senso, l’habitat “ibrido” del rione diventa la base per un ecosistema di servizi più articolato, inclusivo e capace di generare valore urbano condiviso.
Attorno al perimetro del rione sono stati individuati tre nodi TPL, riconosciuti come baricentri di altrettante aree di pertinenza e interpretati come punti privilegiati per attivare dinamiche di scambio e sinergia tra flussi e territorio. Sono stati definiti “approdi”: letteralmente “punti di arrivo” ma anche “esiti positivi di un’azione, di una ricerca, di un’esperienza”. All’interno di ciascun approdo sono state riconosciute condizioni diverse e specificità territoriali e funzionali in base a cui sono state valutate diverse strategie compositive degli elementi costitutivi di un luogo di prossimità, nella prospettiva di generare servizi integrati per flussi e residenti. L’attuazione di questo masterplan si prevede articolata secondo un cronoprogramma che nell’arco dei prossimi anni contemplerà sia operazioni pilota realizzabili nel breve periodo, connotate da interventi leggeri di arredo dello spazio urbano e da sperimentazioni concrete di nuovi usi degli spazi con il coinvolgimento della comunità, ma anche da trasformazioni più complesse che genereranno piattaforme materiali su cui innestare nuovi servizi più strutturati.
Sarà importante monitorare nel corso del tempo se e quanto questa esperienza di progettazione interdisciplinare sviluppata da KCity e Barreca & La Varra -già presentata quest’anno ad Urbanpromo come buona pratica di riferimento- avrà effettivamente dato impulso allo sviluppo atteso, dando il suo contributo alla ricerca di un modello innovativo di masterplanning per la rigenerazione urbana sociale.
PER APPROFONDIRE:
https://diariodiac.it/pezzone-masterplan/
https://diariodiac.it/trieste-scintille/
https://www.comune.trieste.it/it/novita-227102/comunicati-227104/progetto-scintille-a-valmaura-e-giarizzole-306980