La città contemporanea non può più essere governata attraverso automatismi o, peggio, rincorrendo le emergenze. È questo il messaggio politico lanciato dall’Istituto Nazionale di Urbanistica (INU) in occasione del convegno "Oltre l’eclissi della questione urbana in Italia", svoltosi a Roma il 24 giugno presso il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi Roma Tre. Un evento che ha segnato l’avvio di una vera e propria mobilitazione nazionale, una "call" aperta a forze politiche, istituzioni, università, rappresentanze sociali e professionali, con l'obiettivo di rimettere la città al centro dell’agenda del Paese.
Nelle parole del presidente dell’INU, Michele Talia, emerge la necessità di scardinare vecchi paradigmi urbanistici: «Stiamo assistendo alla fine del legame automatico tra crescita urbana e sviluppo economico» un fenomeno accelerato da fattori globali come il declino demografico e l’impatto dell’intelligenza artificiale, che ridisegneranno profondamente l'uso del suolo e il mercato del lavoro.
A questo si aggiunge la crescente finanziarizzazione dello spazio urbano, dove la rendita immobiliare si sostituisce agli investimenti produttivi e la casa smette di essere un diritto sociale per trasformarsi in un asset puramente finanziario, esasperando la gentrificazione. Le città italiane, in questo scenario critico, rischiano di ridursi a contenitori di valore per la finanza o a nodi logistici per infrastrutture digitali e data center, alimentando nuove forme di stagnazione economica e disuguaglianza.
Di fronte a questa crisi della pianificazione classica, ridotta spesso a mera regolazione edilizia, l’INU rivendica la natura profondamente politica del governo del territorio. Per evitare che l'urbanistica rimanga schiacciata sulla gestione dell’emergenza, due sono le strategie indifferibili:
Un'Agenda Urbana Nazionale: uno strumento strutturato per mappare le criticità dei contesti urbani (dalla transizione ambientale alle periferie, dalle politiche abitative alla valorizzazione delle città storiche) e definire le linee d'azione operative.
Una Legge Quadro per il governo del territorio: una riforma legislativa attesa da decenni, capace di offrire un ordinamento chiaro, responsabile e omogeneo a livello nazionale.
È un passaggio cruciale per affrontare i conflitti redistributivi moderni legati alla casa, all’energia, al welfare e alle opportunità occupazionali, che richiedono scelte collettive consapevoli e non risposte frammentate.
La giornata romana ha rappresentato la prima tappa di un percorso. Tra luglio e ottobre, l’INU promuoverà tavoli tematici e gruppi di lavoro focalizzati su pilastri fondamentali come la rigenerazione urbana, la sicurezza del territorio e le periferie. I frutti di questo confronto collettivo confluiranno in autunno nella presentazione di un Libro Bianco sulla questione urbana in Italia, che sarà accompagnato da un documento sintetico di proposte concrete destinate ai decisori politici. L’appello dell'INU è chiaro: la qualità del futuro del Paese passa, inevitabilmente, dalla qualità e dal coraggio delle politiche pubbliche per le nostre città.
I punti cardine del convegno sono stati ripresi e approfonditi dallo stesso Talia nella sua relazione all’Assemblea Nazionale dei Soci INU del 25 giugno. Nel suo intervento Talia ha evidenziato come l'Istituto sia stato chiamato nell'ultimo anno a un costante e critico confronto parlamentare su svariati provvedimenti frammentati, tra cui le proposte sul Codice dell'edilizia e i decreti sul Piano Casa. Esaminando tali testi, è emersa la mancanza di una visione organica e il prevalere di logiche di breve periodo basate su deregulation e semplificazione estemporanea.