Il 16 e 17 ottobre 2026 torna Utopian Hours, il festival ideato dall’associazione Stratosferica dedicato all’evoluzione delle città, alle idee più audaci e ai progetti destinati a trasformare lo spazio pubblico. L’edizione 2026 riveste un significato speciale: rappresenta la seconda parte del ciclo della "Ten Years Edition", un traguardo decennale che celebra dieci anni di riflessioni, visioni e trasformazioni territoriali.
In un’epoca in cui i centri urbani affrontano sfide complesse —dalla sostenibilità ambientale all'inclusione sociale, fino alla rigenerazione degli spazi pubblici—, Utopian Hours si conferma come l'evento di riferimento in Europa per amministratori locali, urbanisti, architetti e attivisti.
L'edizione 2026 ospita oltre 30 speaker internazionali, affiancati da più di 350 amministratori e professionisti del territorio italiano e da oltre 100 delegati provenienti da diverse municipalità europee. Un mix unico che trasforma la due giorni torinese in un laboratorio permanente di idee, dove la teoria si intreccia con la prassi amministrativa e il design urbano. D
A fare da cornice alla manifestazione sono due spazi simbolo dell’innovazione torinese. La Centrale Nuvola Lavazza, ex centrale elettrica fine-ottocentesca convertita in uno dei luoghi di rigenerazione più iconici della città, ospita i panel principali, le lectio magistralis e i grandi dibattiti sul Main Stage.
Dorado, hub di innovazione urbana e comunitaria lungo il fiume Dora, nato dal recupero di un ex magazzino industriale, destinato ai workshop, alle mostre e ai momenti di networking e incontro informale.
Il programma spazia dalle visioni utopiche alle soluzioni concrete per la vivibilità delle metropoli. Tra i grandi nomi internazionali figurano Sir Peter Cook (fondatore del leggendario gruppo Archigram), Carolyn Steel (saggista e teorica del concetto di Sitopia e cibo urbano), Wim Walschap (Senior Partner dello studio Herzog & de Meuron) e Zahra Ebrahim.
I lavori affrontano nodi cruciali per le città di oggi e di domani, dai materiali dell'architettura al placemaking fino ai cortometraggi dedicati ai luoghi condivisi
Grazie alle tavole rotonde dedicate alle città italiane, ai programmi dedicati ai giovani esploratori urbani (Visiting Urban Explorers) e alle aree espositive, il festival propone un vero e proprio manifesto per la costruzione delle città del futuro. Un appuntamento imperdibile per chiunque voglia comprendere e guidare le trasformazioni del pianeta urbano.