Il patrimonio immobiliare dei comuni non è solo un insieme di contenitori da gestire, ma un asset strategico per il futuro delle comunità. È questo il punto di partenza del protocollo d’intesa siglato a fine marzo a Roma tra Anci e Invimit SGR. La collaborazione punta a formare i comuni sugli strumenti per la corretta gestione degli immobili pubblici attraverso tre pilastri: sostenibilità energetica, rigenerazione urbana e innovazione digitale. L'accordo riserva particolare attenzione alle aree interne e alle politiche abitative, con l'istituzione di un tavolo permanente che servirà a trasformare le criticità dei territori in opportunità di investimento. Un passaggio fondamentale per dotare gli Enti Locali di quegli strumenti finanziari e tecnologici necessari a modernizzare le nostre città. Il protocollo prevede un piano d'azione concreto: da un lato, l'avvio di sessioni informative per far conoscere agli amministratori gli strumenti di investimento di Invimit; dall'altro, la messa a disposizione di tecnologie digitali avanzate per il monitoraggio e la gestione degli immobili. L'intesa mira a facilitare interventi di riqualificazione funzionale ed efficientamento energetico, offrendo un supporto tecnico diretto soprattutto per le sfide legate all'housing sociale e alla tutela delle aree interne.
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«Invimit è una costola dei comuni -il commento di Stefano Scalera, Ad di Invimit- e questo accordo strutturato ci mette nelle condizioni di fungere da ponte tra il pubblico e il privato per rimettere in servizio gli immobili pubblici che avevano esaurito la loro vita e che –una volta rifunzionalizzati per mezzo di progetti di valorizzazione, anche attraverso partenariati pubblico-privato– possono contribuire a soddisfare le esigenze del territorio in cui si trovano, portando valore economico e sociale».
Una grande opportunità in particolare per i comuni delle aree interne a rischio spopolamento: «A differenza degli investitori privati -spiega Scalera- ricerchiamo rendimenti in modo paziente. Questo ci consente di arrivare lì dove i privati hanno meno interesse ad investire. Città splendide come Ascoli, L’Aquila o Rieti meritano le stesse opportunità dei grandi centri, ecco perché nel protocollo è stato inserito un focus specifico sulle aree interne del Paese».
Secondo il presidente del Consiglio Nazionale Anci e sindaco di Ascoli Piceno Marco Fioravanti «Il patrimonio immobiliare dei comuni è troppo spesso un asset inutilizzato. Questo protocollo di intesa punta a generare valore economico e sociale, ottimizzando la gestione e finanziando progetti a beneficio delle comunità. I sindaci potranno accedere a una serie di opportunità di conoscenza approfondita, efficientamento operativo e sviluppo sostenibile, valorizzando risorse vitali per il futuro delle nostre città e dei nostri territori»