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"Per tutti, dappertutto": una strategia di rigenerazione a base culturale per Colle Val d'Elsa

Il percorso di candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2028 –che ha visto Colle Val d’Elsa posizionarsi tra i 10 finalisti– è stato concepito dall’Amministrazione quale occasione privilegiata, oltre che per celebrare il valore del patrimonio storico-artistico della città, anche per esplorare il potenziale non ancora pienamente espresso di sviluppo culturale del territorio. Per questo Colle ha fin da subito fatto proprio il tema della rigenerazione urbana, dichiarando l’intenzione di scommettere sulla leva culturale per provare a rendere la città più vivibile e attrattiva, rigenerando spazi inutilizzati o sottoutilizzati per renderli luoghi di incontro, creatività e socialità. Nell’ambito del lavoro per la redazione del dossier di candidatura, l’Amministrazione ha voluto includere un’attività specificamente rivolta a legare interventi di recupero e riqualificazione degli spazi urbani con l’attivazione di processi di coinvolgimento della comunità e di nuove dinamiche socio-economiche in grado di impattare sulla qualità della vita delle persone. 

Il progetto dell’Amministrazione, sviluppato con il supporto tecnico di KCity, socio Audis, e di Ciclica, ha attuato una strategia di rigenerazione a base culturale per la città dedicata ad attuare l’indirizzo contenuto nel documento politico “Colle fabbrica Cultura” tramite un processo partecipato. Ad esito del percorso una visione strutturata per orientare azioni e politiche culturali ad essere motore di rigenerazione inclusiva, innovativa e sostenibile, ed un primo insieme di progetti pilota per sperimentare modelli integrati di gestione e governance, fondati sulla collaborazione tra istituzioni, associazioni, operatori economici e cittadini. Colle non propone dunque una semplice sequenza di opere, ma un quadro organico di rigenerazione urbana, sostenuto da una visione strategica di lungo periodo. La più recente storia di Colle, infatti, è quella di una realtà nella quale il patrimonio artistico culturale che attrae i turisti non è una realtà museificata, ma si inserisce in un contesto propriamente “urbano”, entro cui convivono fermento artistico-culturale e interventi sociali volti a fronteggiare le esigenze della componente più fragile della comunità.

Sono due le traiettorie di innovazione su cui, alla luce delle analisi preliminari svolte nell’ambito della progettazione della candidatura, è parso più utile scommettere. L’obiettivo è quelli di orientare le scelte di riuso e valorizzazione degli spazi attraverso la cultura in una logica “ibrida”. 
Si tratta di due traiettorie connesse ad altrettanti paradigmi innovativi con cui ripensare il rapporto tra città, comunità e cultura: 
• quella del “turismo rigenerativo”, che allude ad un nuovo modo di concepire il turismo sostenibile, che va oltre la visione della sostenibilità/responsabilità come mero contenimento dell’impatto dei flussi visitatori, puntando invece a generare con essi nuovo valore e benessere sociale per chi vive la città;
• quella del “welfare culturale”, che allude ad un modo di interpretare la cultura molto connesso alle politiche sociali, come strumento per promuovere il benessere e la salute di individui e comunità, per migliorare la qualità della vita e favorire l’inclusione sociale. 

Tra queste due traiettorie di ibridazione –welfare culturale e turismo rigenerativo– si inserisce l’intervento di KCity, che ha guidato Colle val d’Elsa nell’impostare una strategia che va oltre il recupero fisico degli spazi, generando processi sociali ed economici duraturi. Gli spazi rigenerati diventano nodi di una rete in cui turismo e welfare si intrecciano, favorendo partecipazione, inclusione e sviluppo. Il percorso di progettazione della Strategia di rigenerazione a base culturale, avviato nell’ambito del percorso di definizione del dossier di candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2028, ha rappresentato una prima importante occasione per mettere a sistema idee e risorse esistenti, ragionare di possibili nuovi approcci e modelli e cominciare a coinvolgere la comunità locale nella condivisione degli obiettivi e nella loro traduzione in concrete prospettive di azione.

Questa visione della cultura come leva trasversale capace di attivare processi di rigenerazione diffusi, "per tutti, dappertutto", e il modello attuativo proposto –fondato sul protagonismo della comunità, sull'ibridazione tra politiche culturali, sociali, urbanistiche– è alla base della scelta annunciata in questi giorni dall’INU – Istituto Nazionale di Urbanistica: al progetto è stato attribuito il prestigioso riconoscimento nazionale dedicato alla rigenerazione urbana, che sarà formalmente consegnato nel corso della prossima edizione di Urbanpromo, la rassegna italiana sull'urbanistica in programma a Firenze dal 10 al 13 novembre 2026.

KCity si aggiudica per la terza volta questo premio –già vinto nel 2017 con il design del processo incrementale per il recupero delle ex distillerie Alc.Este di Ferrara e nel 2019 con la strategia integrata di housing sociale per l’Isola Madre di Taranto– a riprova dell’impegno profuso e della dedizione nell’accompagnare enti pubblici e privati a ideare e sperimentare modelli e soluzioni innovative per la rigenerazione urbana ad impatto sociale.

Per saperne di più:
https://urbanpromo.it/content/uploads/sites/2/2026/07/Colle-Val-dElsa-Urbanpromo.pdf
 

         


09/09/2026
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