La Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali ha avviato una ricerca sulla gestione dal basso del patrimonio culturale, con Avanzi in qualità di partner tecnico-scientifico. L’obiettivo è indagare la rilevanza che le organizzazioni, profit e non profit, hanno nella tutela e valorizzazione del patrimonio e misurare gli impatti di queste esperienze.
Questa attenzione nasce dalla consapevolezza che tali esperienze non si fondano esclusivamente su modelli organizzativi o dispositivi giuridico-amministrativi, ma su un lavoro quotidiano svolto da persone e gruppi che operano nei territori, spesso in condizioni di limitata visibilità e riconoscimento.
La ricerca affronta una questione qualificante per la Scuola: in che modo la gestione dal basso rende davvero “pubblico”, cioè accessibile, ampiamente fruito, generativo e capace di sostenere apprendimento sociale, il patrimonio culturale?
Le sperimentazioni attive nel nostro Paese mostrano come tali pratiche siano espressione di un diffuso protagonismo delle comunità locali e di nuovi attori, spesso caratterizzati da forme di lavoro e professionalità non pienamente riconosciute.
Riuscire a cogliere gli esiti prodotti da queste esperienze, insieme ai loro limiti e alle condizioni di miglioramento del loro agire, è cruciale non solo per valutarne l’impatto, ma per disegnare politiche pubbliche capaci di investire nei luoghi, nei progetti e, soprattutto, nelle persone che li rendono vivi.
Tra il 2021 e il 2023 la Scuola ha analizzato esperienze di gestione del patrimonio, evidenziando il ruolo chiave di figure ibride, competenze informali e apprendimento continuo. Su questa base ha avviato una ricerca per valutare gli impatti generati, con l’obiettivo di sviluppare un modello solido per misurare gli effetti sociali, culturali ed economici della gestione partecipata in termini di benessere, innovazione e sviluppo territoriale.
La ricerca si articola in più fasi integrate: un’indagine tramite questionario rivolto agli Enti del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore per raccogliere informazioni su struttura, attività e impatti; focus group e interviste a casi studio, utili ad approfondire i risultati emersi, verificare le ipotesi interpretative e osservare concretamente pratiche, criticità e potenzialità nella gestione del patrimonio culturale.
I casi di studio saranno distribuiti a livello nazionale, per cogliere differenze e specificità dei diversi contesti territoriali, con riferimento alle macro-aree del Paese (Nord-Est, Nord-Ovest, Centro, Sud e Isole) e alle differenti situazioni insediative: grandi città e aree metropolitane, aree interne e territori dell’“Italia di mezzo”. Particolare attenzione sarà dedicata ai contesti in cui la gestione dal basso del patrimonio assume anche una funzione di presidio culturale e sociale, contribuendo alla coesione delle comunità locali e alla produzione di beni relazionali.
Un’attenzione specifica sarà riservata ai territori di intervento di Fondazione Cariplo e Fondazione Compagnia di San Paolo, co-finanziatori della ricerca, nei quali saranno esaminati ulteriori casi di studio. Tali approfondimenti consentiranno di analizzare l’impatto generato dalle organizzazioni sostenute dalle fondazioni, anche in termini di rafforzamento delle competenze professionali, di stabilità del lavoro culturale e di capacità di innovazione sociale.
Complessivamente, i casi di studio daranno corpo a un vero e proprio “viaggio in Italia”, alla ricerca di storie di innovazione nella gestione sociale del patrimonio culturale, mettendo in luce non solo i risultati raggiunti, ma anche il lavoro spesso invisibile di cura, mediazione e costruzione di relazioni che ne costituisce il presupposto.
Un evento conclusivo presenterà i risultati complessivi della ricerca, favorendo la condivisione di riflessioni utili a orientare politiche pubbliche capaci di riconoscere e valorizzare il ruolo delle persone e delle competenze che rendono possibile la gestione dal basso.
Per approfondire: fondazionescuolapatrimonio.it/ricerche-progetti/la-partecipazione-alla-gestione-del-patrimonio-culturale/
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Di Emma Loi